Radiologia e analisi, sforato il budget:
esami in trasferta per ridurre le attese

Domenica 3 Ottobre 2021 di Luella De Ciampis
Radiologia e analisi, sforato il budget: esami in trasferta per ridurre le attese

Cosa accadrà nei prossimi mesi, dopo la sospensione della di diagnostica per immagini e di laboratorio nei centri privati accreditati, è ancora tutto da vedere, perché la maggior parte delle attività graveranno sull'Asl. Infatti, l'ospedale «Rummo» ha messo in atto una serie di strategie per azzerare le liste di attesa e rispettare i tempi di esecuzione degli esami, partendo da un punto fermo: le competenze della struttura riguardano solo le prestazioni sanitarie di secondo livello, mentre l'Asl deve occuparsi delle necessità di primo livello. In pratica le indagini cliniche, come le visite ambulatori, diventano di competenza dell'ospedale solo quando i pazienti hanno necessità di approfondimenti diagnostici più accurati e mirati.

All'inizio del 2020, il direttore generale Mario Ferrante aveva tenuto aperti gli ambulatori anche durante il fine settimana per azzerare le liste d'attesa, annullando le attese per esami diagnostici e visite ambulatoriali. Attualmente, c'è una cabina di regia preposta al monitoraggio del trend delle attese e alla stesura di un rapporto dettagliato da effettuare con cadenza ciclica per evitare che si possa scivolare nuovamente in una situazione di difficoltà. Tuttavia, nonostante le premesse, una parte delle prestazioni, in questi due mesi e mezzo di blackout dei centri accreditati, ricadrà anche sull'azienda ospedaliera. Nelle strutture pubbliche si procederà sempre per ordine di priorità, per gravità e per urgenza, secondo piano nazionale che governa le liste di attesa. I tempi non sono brevi come quelli osservati nei centri privati in cui si può eseguire un esame nell'arco di pochi giorni, ma c'è la possibilità di ricevere le prestazioni richieste scegliendo il distretto Asl in cui c'è spazio. Per esempio, un utente del capoluogo, per accorciare i tempi, può decidere di sottoporsi all'esame in un ambulatorio della provincia, in base alle opzioni offerte al momento della prenotazione. 

Sono poco meno di 3500 i vaccini inoculati nell'ultima settimana, tra prime, seconde e terze dosi. Dopo il weekend, si ripartità negli hub con un open day, su base volontaria, destinato agli over 80 che intendono sottoporsi alla somministrazione della terza dose. In questa fase, sarà di vitale importanza il contributo dei medici di base che potranno intervenire in modo capillare per consigliare i loro assistiti e spiegare il motivo per cui si è deciso di inoculare un altro richiamo a chi ha ricevuto la seconda dose almeno 6 mesi fa. Il timore degli addetti ai lavori è che con il trascorrere del tempo, la risposta immunitaria possa abbassarsi cosicché soprattutto le persone più fragili e più anziane possano diventare facile bersaglio del virus. Nelle ultime settimane sta accadendo che, in caso di positività, il Covid sta procurando qualche fastidio in più anche a chi ha fatto le prime due dosi di vaccino, manifestandosi con tutti i sintomi: tosse, raffreddore, cefalea, disturbi intestinali, spossatezza e inappetenza. Sono intanto aumento i pazienti in degenza nei reparti Covid del Rummo, passati dai 9 di venerdì a 11.

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A soli 4 mesi dall'installazione del sistema robotico chirurgico Da Vinci nel blocco operatorio multidisciplinare dell'ospedale, fortemente voluta dal direttore generale Mario Ferrante, sono stati eseguiti 50 interventi con tecnica esclusivamente robotica. A effettuarli sono state le équipes di Chirurgia oncologica e di Urologia, rispettivamente dirette da Mario Annecchiarico e Luigi Salzano, che hanno affrontato patologie oncologiche di prostata, rene, stomaco, colon retto, fegato e pancreas, con eccellenti risultati post-operatori. «Numeri che sono destinati sicuramente a crescere dicono Annecchiarico e Salzano , a coinvolgere altre branche e anche a travalicare i confini del Sannio, visti gli eccellenti risultati ottenuti, grazie alla lungimiranza della direzione strategica e al lavoro delle nostre équipe». 

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