Rapina alle Poste nel Sannio,
preso il terzo uomo della banda

Domenica 5 Maggio 2019 di Gianluca Brignola
Dopo i primi due arresti eseguiti il 22 novembre, i carabinieri della compagnia di Cerreto Sannita, guidati dal capitano Francesco Ceccaroni, hanno dato esecuzione a una nuova ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Benevento, che ha portato all'arresto del terzo componente della banda protagonista della rapina alle poste di Amorosi dello scorso 3 luglio. In manette è finito il 45enne Luigi Ceccarelli, già noto alle forze dell'ordine per episodi analoghi presso altri istituti di credito, intercettato dagli uomini dell'arma tra le strade di Giugliano in Campania e trasferito nel carcere di Secondigliano. Rapina aggravata, porto illegale di arma comune da sparo e furto aggravato i reati contestati ed eseguiti in concorso con il fratello Salvatore Ceccarelli e con Vincenzo Ceccarelli, non legato ai due da rapporti di parentela, rispettivamente di 39 e 45 anni, arrestati lo scorso 22 novembre. In quell'occasione, per la compagna di Salvatore Ceccarelli - Vincenza Lo Sapio di 30 anni - che aveva falsamente denunciato il furto della sua auto adoperata dai rapinatori, scattò l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con l'addebito del reato di favoreggiamento. Un colpo messo a segno dai tre malviventi minacciando con pistola in pugno il direttore e l'impiegato dell'ufficio postale di Amorosi bloccati, al loro arrivo, in via Dante Alighieri, e costretti ad aprire la cassaforte dalla quale furono portati via 23 mila euro e 220 buoni postali. Ma l'attenzione dei banditi si concentrò anche sulla cassa bancomat, salvata per i tempi ristretti del colpo, prima della fuga a bordo di una Polo sottratta allo stesso dipendente delle poste, rinchiuso nel bagno insieme al direttore. Scattato l'allarme, l'arrivo sul posto dei carabinieri dell'aliquota radiomobile di Cerreto Sannita che in questi mesi hanno condotto le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Filomena Rosa. Qualche ora dopo il colpo l'auto del dipendente fu ritrovata lungo la statale 265, nei pressi di un cavalcavia sulla Fondo Valle Isclero. Poco distante un'altra auto, una Lancia Musa, il cui furto era stato denunciato qualche ora prima dalla Lo Sapio ai carabinieri di Giugliano.
 
Oltre al ritrovamento dell'auto gli inquirenti hanno esaminato il sistema di videosorveglianza dell'ufficio postale. Immagini che hanno permesso di identificare in prima battuta Salvatore Ceccarelli. Una vera svolta nelle indagini proseguite, poi, grazie alla ricostruzione dell'itinerario della Musa adoperata dai rapinatori la mattina del 3 luglio con partenza da Giugliano e arrivo in valle telesina alle 7.38, in pratica pochi minuti prima dell'irruzione. Prove schiaccianti a carico dei primi due arrestati avvalorate anche dalle intercettazioni telefoniche, tra cui quelle riguardanti la moglie di Vincenzo Ceccarelli, dalle quali è emerso che la Musa, munita di sistema antifurto attivabile e sbloccabile con l'apposita chiave codificata che poteva essere in possesso solo della proprietaria, aveva dei problemi all'impianto di Gpl ed era priva di benzina con la conseguente decisione di abbandonarla lungo la Fondo Valle. Altri elementi sono scaturiti anche dalle intercettazioni ambientali e dai riconoscimenti fotografici che hanno confermato la presenza dei malviventi ad Amorosi il giorno precedente alla rapina. Attività investigativa che è proseguita senza sosta sino alla chiusura del cerchio arrivata con l'arresto di Luigi Ceccarelli, sicuro protagonista dell'irruzione all'interno della struttura, mentre la pistola sarebbe stata impugnata dal più giovane dei tre.

«Attendevamo una buona notizia e finalmente è arrivata - le parole del sindaco di Amorosi Giuseppe Di Cerbo -. Non possiamo che congratularci con le forze dell'ordine per il risultato raggiunto. Un episodio che arrivò a gettare benzina sul fuoco in un contesto già reso incandescente da una pericolosa escalation di furti e rapine in villa partita all'inizio del 2018 proprio da Amorosi e continuata nei mesi successivi. Dobbiamo continuare ad avere fiducia nell'operato di carabinieri e polizia che svolgono un lavoro attento e scrupoloso in condizioni non facili. Anche i cittadini hanno fatto la loro parte denunciando situazioni sospette. Auspichiamo pene severe ma soprattutto certe quale segnale forte e deciso». © RIPRODUZIONE RISERVATA