Reddito di cittadinanza,
5640 card nel Sannio

Giovedì 8 Agosto 2019 di Paolo Bocchino
Il reddito di cittadinanza nel Sannio non va alle realtà più povere. O più esattamente, non va principalmente a loro. È il dato, sorprendente, che emerge dalla distribuzione territoriale dei sussidi pubblicata nelle scorse ore dall'Inps. L'ultimo monitoraggio aggiornato ai primi di agosto attribuisce al Sannio 5.640 assegni in godimento complessivamente tra reddito e pensione di cittadinanza. Poco più di un quarto del totale è incassato in città. Con 1.517 trattamenti riconosciuti Benevento è quarta tra i capoluoghi campani per numero assoluto. A precederla, e non potrebbe essere altrimenti, le ben più popolose Napoli che beneficia di 36.399 sussidi, Salerno a quota 2.829 e Caserta con 1.827. Ultima Avellino con 1.210 erogazioni. Graduatoria che cambia sensibilmente se si pesa l'incidenza del beneficio sulla popolazione di riferimento. Napoli resta prima con oltre una famiglia ogni dieci (11,4%) che si è vista consegnare la card precaricata. Ma la seconda piazza spetta proprio a Benevento con 7,7 nuclei familiari ogni cento in grado da qualche mese di poter far fronte con minori ambasce alle necessità quotidiane. Più dietro Caserta (7,2%), Avellino (6,7%) e Salerno (6,4%).

 

LA CLASSIFICA
Nella ideale classifica del bisogno nel Sannio, ai primi posti non troviamo i comuni che gravitano nei comprensori storicamente meno agiati, Fortore e Titerno in primis, ma molti centri della valle Caudina e dell'hinterland e alcuni nuclei urbani particolarmente popolosi. La leadership assoluta spetta a Pannarano: 19,5% ovvero una famiglia su cinque percepisce reddito o pensione di cittadinanza. In doppia cifra anche Arpaia (11,9%), bottini considerevoli ad Arpaise (9,9%), Pago Veiano (9,6%), Ceppaloni (9%). La media provinciale è fissata al 5,7 per cento dei 93.000 nuclei familiari, quota che da qualche mese dovrebbe almeno in teoria essere passata dalla povertà assoluta a una condizione di minore criticità. Sopra tale soglia si piazzano anche centri insospettabili come Telese e Montesarchio dove 212 persone (8 famiglie su 100) hanno ricevuto l'aiuto di Stato. Ben oltre la media anche Bucciano (8%). In totale sono 32 i centri che vanno oltre la quota provinciale. E la singolarità dei numeri pubblicati dall'Inps non si ferma qui. Tra i paesi con indici di bisogno più bassi troviamo centri che sulla carta avrebbero dovuto presentarsi come candidati ideali ai sussidi. Stupisce scoprire che in realtà come Baselice, Circello, Castelpagano, San Lupo, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti, Sant'Arcangelo Trimonte, non beneficino dei trattamenti nemmeno 3 famiglie su 100. Chi sembra aver completamente snobbato la misura è Campoli dove solo un nucleo e mezzo ogni cento ha ottenuto l'assegno. Ai minimi si collocano San Lupo e Santa Croce del Sannio con 5 sussidi. Difficile dare una spiegazione immediata a numeri per certi versi sorprendenti. Una lettura plausibile potrebbe legarsi al meccanismo di richiesta dei bonus mensili che presupponeva una discreta conoscenza informativa e la prossimità a centri di assistenza fiscale che in realtà più interne può essersi rivelata un fattore penalizzante.
LA LETTERA
E in tema va registrata la lettera aperta indirizzata al sindaco Mastella, al pari degli altri primi cittadini dei capoluoghi campani, dai vincitori della selezione per «navigator» alle prese con lo stop imposto dal governatore De Luca: «Questo atteggiamento di chiusura - scrivono i potenziali collaboratori dei Centri per l'impiego - impedisce di fatto la nostra contrattualizzazione e il godimento per i cittadini beneventani dei livelli essenziali delle prestazioni sul reddito di cittadinanza. Non sono condivisibili le ragioni addotte dal presidente De Luca che, pur avendo concordato in conferenza Stato-Regioni il numero dei navigator necessari per la Campania, ora ne nega l'utilità. Le chiediamo dunque un supporto concreto per il bene di tutta la Campania».
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