Rottura alle pompe e alle condutture,
decine di paesi restano a secco

Giovedì 30 Luglio 2020 di Achille Mottola

«La situazione è più grande e grave del previsto, oltre alla rottura sull'adduttrice principale, sono andate in tilt alcune pompe in pozzi di approvvigionamento strategici per le nostre condutture, per cui l'Alto Calore comunica che mancherà l'acqua, per altre dodici ore, almeno fino a venerdì. Informerò il prefetto di questa gravissima situazione, sperando che ci invii delle cisterne per rifocillare la popolazione». La drammatica dichiarazione di Fernando Errico, sindaco di San Nicola Manfredi, fotografa una situazione che rischia di diventare insostenibile a causa delle alte temperature, straordinarie anche per questa stagione.

Molti dei paesi serviti dall'Alto Calore tutti con rubinetti a secco: da Sant'Angelo a Cupolo, a San Leucio del Sannio, da Apollosa ad Arpaise, Ceppaloni, da San Nicola Manfredi a San Marco ai Monti, da Pannarano a San Giorgio del Sannio, Apice, Calvi, Campolattaro, Casalduni, Pietrelcina, Pago Veiano, Fragneto Monforte, Pontelandolfo, Reino e altri. Prima la rottura della condotta adduttrice di Castelvetere sul Calore, poi quella di La Lapio con grandi disagi nei giorni scorsi. E ora, - come si legge nell'ultima comunicazione della stessa Acs - il guasto alle elettropompe del campo pozzi di «Solopaca», e «Fontana dell'olmo» di Serino nonché il blocco di una saracinesca di linea faranno registrare, altre 12 ore, venerdì 31 luglio, di sospensione di erogazione idrica a servizio dei serbatoi.

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La protesta è generale. Dura la presa di posizione del Comitato sangiorgese H2O che ha chiesto di allestire delle autobotti sul territorio comunale per l'approvvigionamento idrico, in modo da tutelare nel migliore dei modi la salute dei cittadini. «Il disservizio scrive il comitato - causa gravi disagi e costituisce potenziale rischio per l'igiene e la salute pubblica, specie in questo periodo di emergenza da Covid-19. La mancata erogazione dell'acqua sta creando gravi pregiudizi per le attività economiche e commerciali, artigiani, laboratori, studi professionali».

Intanto in qualche Comune, come quello di Calvi, già è disponibile l'autobotte dei pompieri. «Mi ero astenuto nella seduta per l'approvazione del bilancio, - afferma Nascenzio Iannace, sindaco di San Leucio del Sannio - sperando che le cose potessero cambiare migliorando. Invece sembra di scendere, sempre più precipitosamente su un crinale di disservizi, difficili da sopportare. Stiamo pagando anni di incuria e di scarsa capacità di guardare al futuro. Non si intravvedono soluzioni a breve termine, pur avendo coscienza dell'assoluta necessità di venire a capo di un problema che affligge i nostri paesi e i nostri concittadini. Ci offendono, poi, le continue comunicazioni che l'Acs c'invia per invitare i cittadini ad un uso parco della risorsa idrica, quando l'acqua non c'è neppure per berla».
 


Alle dichiarazioni di Iannace si associa un coro di proteste che vengono da tutti i partiti e dai loro esponenti, ma soprattutto dai cittadini stanchi di dover sopportare una situazione che non sembra trovare vie di sbocco. «Una gestione fallimentare dell'Alto Calore stigmatizza Francesca Pedicini, candidata del FdI alle Regionali - ha portato anno dopo anno a raggiungere una situazione che sa quasi di terzo mondo, con i rubinetti delle case a secco sin dal mattino. E quel che fa più impressione è il silenzio assordante della politica e, in particolare, di qualche sindaco per questioni familiari». «Non è la prima volta, purtroppo, - afferma la portavoce del M5S nel consiglio comunale sangiorgese, Francesca Maio - che l'Alto Calore si distingue per un disservizio che i cittadini sono costretti a sopportare non solo nelle ore serali e notturne, ma anche nel corso della giornata. Quello che accade è di una gravità estrema, ancora più grave e l'incapacità degli amministratori locali, uno dei quali siede nell'Ente Idrico Campania, a trovare soluzioni concrete e urgenti».

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