Samte, niente proroga per la Cigs
«Non ci sono i presupposti»

Giovedì 5 Settembre 2019 di Paolo Bontempo
«Non ci sono i presupposti giuridici per la concessione in deroga della cassa integrazione straordinaria». È quanto è emerso dall'incontro di ieri mattina a Roma presso il ministero del Lavoro. Alla riunione con il dirigente del ministero, Ugo Menziani, era presente la delegazione sannita, composta da Carmine Agostinelli, amministratore unico della Samte, da Tiziana Ferro, consulente del lavoro, e dai rappresentanti sindacali Antonio Tizzani della Cgil, Michele Caso della Uil e Eduardo Marra della Cisl, saliti nei piani alti del dicastero per la vertenza del personale.

 
Insieme a loro a Roma anche Cosimo Pagliuca della Uil, Franco Codella della Cisl e Rita Moschella Rsu Cisl, nonché Nicolino De Cicco Rsu Cgil. «Al ministero ha dichiarato Agostinelli- nulla di fatto. Menziani, come ci aveva anticipato telefonicamente, ci ha confermato che non vi è nessuno strumento normativo a cui ancorare qualsiasi tipo di cassa integrazione e nessun ammortizzatore sociale può essere accordato». Si attende solo l'incontro in Regione convocato per lunedì prossimo alle 10.30 con Agostinelli e i rappresentanti sindacali per un esame congiunto della vertenza dei lavoratori Samte, a seguito della richiesta di cassa integrazione straordinaria per la riorganizzazione aziendale. Il tempo stringe poiché la procedura di riduzione del personale di 41 unità scade il 23 settembre. «Anche l'incontro in Regione avverte Agostinelli potrebbe avere lo stesso esito, lo ha ribadito anche Menziani. La norma non ammette nessuno strumento ad oggi». Quanto all'accordo con i sindacati per proseguire fino a gennaio «ora si vedrà conclude , l'obiettivo comune è di scongiurare il licenziamento collettivo».
Ovviamente c'è delusione fra i rappresentanti sindacali e i lavoratori. «Non è andata come speravamo ha dichiarato Tizzani , ci è stato spiegato che non ci sono i presupposti normativi al momento per la concessione della cassa integrazione in deroga. La Cgil sosteneva da tempo che tecnicamente e dal punto di vista normativo non vi erano spazi per ulteriori ammortizzatori sociali». In sostanza i lavoratori della Samte già hanno usufruito per 24 mesi della cassa integrazione e, pertanto, hanno esaurito lo scorso 17 agosto il tempo massimo per poterne beneficiare. «Il risultato dell'incontro di Roma ha spiegato Marra - è negativo, siamo al punto di partenza, occorre trovare soluzioni alternative per evitare il licenziamento nei prossimi incontri con l'azienda e Regione».
I tempi per una assemblea non ci sono ma sicuramente dopo il 9 settembre si terrà un incontro tra sindacati e i dipendenti per decidere sull'accordo proposto dalla Samte. Dal canto suo, Cosimo Pagliuca riteneva possibile una deroga anche in virtù del «Decreto crescita» che prevede per le aziende in riorganizzazione un ulteriore periodo di cassa integrazione di 12 mesi per i lavoratori. «Nulla di buono ha detto Pagliuca e tutto è rinviato all'incontro in Regione. Speriamo bene, è necessario tutelare i livelli occupazionali». A questo punto se dovesse andare male l'incontro di Napoli, l'unica strada percorribile sarebbe quella di accettare la nuova proposta migliorativa, rispetto a quella precedente, di Agostinelli circa l'utilizzo part-time al 50% dei lavoratori, al fine di scongiurare i licenziamenti e arrivare fino all'inizio del nuovo anno, quando sarà riaperto lo Stir. «Chi prospetta altre ipotesi - sottolinea l'amministratore - illude i lavoratori». A questo proposito i sindacati gli hanno però chiesto di revocare subito la procedura di licenziamento, ma, dal canto suo, Agostinelli può procedere in tal senso solo previo l'accordo con i sindacati.
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