San Giorgio saluta Ezio,
«cuore caldo e premuroso»

Domenica 10 Marzo 2019 di Achlle Mottola
SAN GIORGIO DEL SANNIO - Gremita la chiesa parrocchiale di San Giorgio martire, sono stati in tanti a dare l'estremo saluto ad Ezio Bocchino, il 55enne sangiorgese il cui corpo senza vita era stato ritrovato in un campo di contrada Bosco Perrotta a San Nicola Manfredi a dieci giorni dal suo allontanamento da casa. La comunità si è stretta attorno alla madre, alla sorella, ai nipoti e ai parenti per il rito funebre. Quando il feretro ha attraversato la navata centrale della settecentesca Collegiata, accompagnato dal canto «È giunta l'ora, Padre, per me: ai miei amici ho detto che questa è la vita: conoscere Te», la voce dei familiari e degli amici era strozzata dal pianto. Quel pianto dell'anima che è dolore indicibile, senza fine, e diventa più forte se solca il volto di una madre. «Di fronte a tanto dolore, a volte è meglio tacere, ma questo momento richiede una nostra riflessione» ha detto il parroco monsignor Aurelio Capone che ha presieduto la messa esequiale, concelebranti don Gianluca Spagnuolo, parroco di San Bartolomeo in Galdo e padre Domenico Tirone, superiore del locale Convento dei Frati Minori. «Quanto possono reggere le spalle di un uomo le paure, le angosce? La morte di Ezio ha provocato smarrimento, gettando nel dolore non solo la sua famiglia ma pure tutti noi. Quanti interrogativi si affollano nel nostro cuore. Ma la parola del Signore ci conforta e ci consola. A Dio, tenero e buono, noi affidiamo il nostro fratello Ezio perché trovi pace e sia libero da angustie e affanni. Dio ci ama per quello che siamo, egli scruta i nostri cuori».
 
Monsignor Capone ha ricordato i tratti di grande generosità di Ezio Bocchino, il suo forte senso di solidarietà in una vita vissuta magari tra tanti scoraggiamenti, ma anche tra tante speranze. «Sono certo - ha detto - che il Signore riserverà al nostro fratello Ezio la stessa tenerezza e la stessa comprensione che dalla Croce gli fece dire: Oggi stesso sarai con me in Paradiso. Così come credo che Ezio, nell'abbandono fiducioso, avrà nel profondo del suo cuore avrà, negli ultimi istanti della sua vita, alzato gli occhi al Cielo».

Intenso e commovente il ricordo dei nipoti Elisa e Francesco, figli della sorella Rosangela: «Sei stato molto più di uno zio, costantemente al nostro fianco, ci hai accompagnato lungo il nostro cammino, ci hai visti crescere e affrontare le grandi questioni della vita. La passione per la musica la dobbiamo a te: quante canzoni accompagnate da te alla chitarra. Ci mancherà il tuo sorriso rassicurante. Non ti dimenticheremo mai. Sarai sempre nei nostri cuori e nella nostra vita». Altra testimonianza è venuta da un suo giovane amico musicista: «Ho avuto la fortuna e la gioia di conoscere Ezio grazie alla musica. Posso dirvi che ho trovato in lui una persona dal cuore caldo e premuroso. Da lui c'era solo da imparare». Dopo il rito funebre, a cui ha preso parte anche il sindaco Mario Pepe, la salma di Ezio Bocchino è stata tumulata presso il cimitero di Ginestra, dove riposano il padre e i nonni paterni. © RIPRODUZIONE RISERVATA