San Giorgio saluta Ezio,
«cuore caldo e premuroso»

di Achlle Mottola

SAN GIORGIO DEL SANNIO - Gremita la chiesa parrocchiale di San Giorgio martire, sono stati in tanti a dare l'estremo saluto ad Ezio Bocchino, il 55enne sangiorgese il cui corpo senza vita era stato ritrovato in un campo di contrada Bosco Perrotta a San Nicola Manfredi a dieci giorni dal suo allontanamento da casa. La comunità si è stretta attorno alla madre, alla sorella, ai nipoti e ai parenti per il rito funebre. Quando il feretro ha attraversato la navata centrale della settecentesca Collegiata, accompagnato dal canto «È giunta l'ora, Padre, per me: ai miei amici ho detto che questa è la vita: conoscere Te», la voce dei familiari e degli amici era strozzata dal pianto. Quel pianto dell'anima che è dolore indicibile, senza fine, e diventa più forte se solca il volto di una madre. «Di fronte a tanto dolore, a volte è meglio tacere, ma questo momento richiede una nostra riflessione» ha detto il parroco monsignor Aurelio Capone che ha presieduto la messa esequiale, concelebranti don Gianluca Spagnuolo, parroco di San Bartolomeo in Galdo e padre Domenico Tirone, superiore del locale Convento dei Frati Minori. «Quanto possono reggere le spalle di un uomo le paure, le angosce? La morte di Ezio ha provocato smarrimento, gettando nel dolore non solo la sua famiglia ma pure tutti noi. Quanti interrogativi si affollano nel nostro cuore. Ma la parola del Signore ci conforta e ci consola. A Dio, tenero e buono, noi affidiamo il nostro fratello Ezio perché trovi pace e sia libero da angustie e affanni. Dio ci ama per quello che siamo, egli scruta i nostri cuori».
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Domenica 10 Marzo 2019, 13:30
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