Santa Sofia, a Benevento
lo sfregio pallonate e scritte

di Paolo Bocchino

Se il gioiello più prezioso della corona viene preso a schiaffi e pedate, come ci si può attendere sorte migliore per le pietre di pregio secondario? Santa Sofia viaggia verso i primi dieci anni da patrimonio mondiale dell'Umanità carica dell'onore tributatole nel giugno del 2011, ma anche dell'onere di dimostrarsi all'altezza del riconoscimento. Purtroppo non mancano i quotidiani attentati al decoro della chiesa assurta a emblema della città al pari di giganti come l'Arco di Traiano e il Teatro Romano. Le lunghe notti in strada si svolgono con un pallone al seguito per i gruppi di ragazzini che celebrano i loro anni con la spensieratezza che li contraddistingue. E se una piazza offre lo spazio per dare quattro calci a quel pallone, perché non farlo? Che si tratti di un'area che dovrebbe essere considerata sacra, non per motivazioni religiose ma per il laico rispetto dovuto ai luoghi cardine del capoluogo, è difficile percepirlo a quell'età. E così fischio d'inizio e via alle sfide al «Santa Sofia Stadium» con cadenza pressoché settimanale, soprattutto in coincidenza dei giorni della movida.

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Lunedì 12 Agosto 2019, 11:24
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