Benevento, scuole da traslocare, Giannone e Alberti ok ma c'è il nodo Galilei

Due istituti verso il sì al riassetto alla vigili del confronto in Provincia

Benevento, scuole da traslocare, Giannone e Alberti ok ma c'è il nodo Galilei
Benevento, scuole da traslocare, Giannone e Alberti ok ma c'è il nodo Galilei
di Paolo Bocchino
Domenica 19 Maggio 2024, 10:14
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Due «sì» e un mezzo «no». Il piano prospettato dalla Provincia per venire a capo del rebus traslochi delle scuole da ricostruire incassa le significative aperture del Liceo Giannone e dell'Istituto Alberti. Ma prima di poter definire chiuso il caso, i tecnici della Rocca dovranno trovare un modo per dare risposte convincenti anche all'Istituto Galilei-Vetrone, fortemente perplesso, per usare un eufemismo, dalle soluzioni prospettate finora.

Alla vigilia del nuovo vertice in programma domani negli uffici di largo Carducci, le posizioni sono già in buona parte definite. Il nuovo quadro a quattro scenari prospettato giovedì dai dirigenti provinciali può incontrare abbastanza agevolmente il consenso del Giannone e dell'Alberti. In particolare, è l'ipotesi numero 4 stilata dal dirigente del settore edilizia scolastica Salvatore Minicozzi quella che appare la più vicina alla quadratura del cerchio. Ovvero: Alberti destinato nella parte alta del polo didattico Calandra (ex aule di Ingegneria dell'Unisannio) dove troveranno posto 30 aule e 2 laboratori.

Nello stesso stabile andrebbero anche presidenza e segreteria della scuola.

L'Alberti completerebbe il quadro della propria offerta formativa grazie alle 5 aule e alle 2 sale laboratorio disponibili nella sede succursale di via delle Poste, location consolidata per generazioni di studenti del vecchio «Ragioneria». La palestra resterebbe quella di piazza Risorgimento, da condividere con il Giannone. Sembra questa la soluzione che verosimilmente l'Alberti perorerà domani al tavolo in Provincia, forte anche della crescita dell'istituto in termini di nuove iscrizioni, autorevolezza del corpo docente e ampiezza dell'offerta didattica. L'ultima parola, però, spetterà agli organi collegiali dell'istituto guidato da Silvia Vinciguerra, convocati per la tarda mattinata di domani. Soluzione che andrebbe bene anche al Giannone, come certificato dalla dirigente Teresa De Vito, che pone una sola condizione: «Contrariamente a quanto paventato, non rivendichiamo particolari condizioni di privilegio o favore ma l'attuazione delle disposizioni di legge relative alla sicurezza della popolazione scolastica. Su quelle non faremo sconti». Il riferimento è al decreto ministeriale 18 dicembre 1975 che sancisce uno spazio minimo non inferiore a 1,96 metri quadri per alunno, e un'altezza di almeno 3 metri. Condizioni che la succursale di via delle Poste, inizialmente «offerta» al Giannone, non sarebbe stata in grado di soddisfare. Lo storico Classico cittadino, a sua volta in grande crescita con 770 alunni dal prossimo anno, ha chiesto alla Rocca la disponibilità di 36 aule. Fabbisogno che dovrebbe essere assolto per i due terzi (24 aule più 2 laboratori) trasferendosi da settembre nei locali del Galilei di piazza Risorgimento non soggetti ad abbattimento, e per le restanti 12 aule nei locali ex mensa universitaria di via Calandra (da adeguare).

Le perplessità

Soluzione che potrebbe dunque considerarsi a portata di mano, se il riassetto non risultasse ancora fortemente sgradito al terzo «incomodo», ovvero l'istituto Galilei che, legittimamente, rivendica scelte che non lo penalizzino eccessivamente: «La Provincia ci ha prospettato quattro scenari, ognuno dei quali, però, non cambia ciò che aspetterebbe la nostra scuola: la delocalizzazione in blocco a Piano Cappelle - lamenta il dirigente Giovanni Marro -. Abbiamo già evidenziato le macroscopiche lacune di un simile approccio. Innanzitutto per ciò che riguarda il trasporto quotidiano di quasi 400 ragazzi dalla città alla contrada che dista diversi chilometri dal centro. Occorrerebbero 7 o 8 pullman aggiuntivi, con una spesa stimata in 200mila euro. Senza dimenticare, inoltre, che a breve il terminal bus non sarà disponibile per lavori e, dunque, i tanti studenti provenienti dalla provincia dovrebbero avere una diversa location per l'arrivo in città, da dove poi dovrebbero prendere un altro mezzo per Piano Cappelle: un'odissea ogni mattina. Ci chiediamo, infine, perché tale assetto debba riguardare una scuola come la nostra che dovrà fare i conti per due anni con il trasferimento, e non per alcuni mesi come in altri casi (il Giannone, ndr). Lunedì (domani, ndr) formuleremo una proposta diversa che tenga conto delle esigenze di tutti e permetta di condividere gli inevitabili disagi».

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