Covid, scuole chiuse ad Airola e Moiano
e i sindaci denunciano: «Casi in aumento»

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Paolo Bocchino

Contagi in aumento e timori che dilagano in tutta la provincia. Sono i sindaci le sentinelle della paura che si concentra principalmente sul mondo scolastico. Ieri è stata la valle Caudina a pagare il conto maggiore al Covid. I primi cittadini di Airola e Moiano Michele Napoletano e Giacomo Buonanno hanno disposto la sospensione delle attività per le scuole di ogni ordine e grado fino a sabato. «Le ordinanze - affermano in una prima nota congiunta - non sono state adottate in risposta a una particolare emergenza sanitaria nei due paesi, poiché il numero dei contagi risulta essere fondamentalmente stabile, ma in chiave preventiva e, comunque, alla luce di un obiettivo aumento di casi che si sta registrando nell'ambito campano, sannita e caudino». In serata però Napoletano ha snocciolato in un videomessaggio social la contabilità del contagio che fotografa una realtà meno ordinaria: «Al momento - dice - abbiamo 4 docenti e una alunna positivi, 21 docenti e 170 alunni totali in isolamento fiduciario». Escalation che sarebbe nata dalla partecipazione a una festa secondo alcune testimonianze.

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Niente lezioni anche all'Ic «De Sanctis» e nelle scuole dell'infanzia di Bucciano, dopo che una docente è risultata positiva, e a Castelpagano dove il sindaco Giuseppe Bozzuto ha deciso la chiusura della materna infantile, della primaria e della secondaria oggi e domani. Provvedimento adottato «in attesa delle risposte da parte del dipartimento Prevenzione dell'Asl». Rallentamenti nelle comunicazioni sull'asse scuole-Asl che si verificano anche nel capoluogo. Emblematico il caso del «Galilei-Vetrone» dove si sono registrati due positività. La dirigente Angela Maria Pelosi attende lumi sulla possibilità di far tornare in cattedra i docenti in servizio in più classi ma fino a ieri sera la scuola era ancora in credito di delucidazioni. Non riescono dunque a trovare ancora attuazione le rassicurazioni fornite martedì in conferenza a Palazzo Mosti dai vertici Asl: «Comprendiamo le difficoltà del momento e il carico di lavoro per i funzionari, ma per noi diventa impossibile determinarci se non arrivano risposte nemmeno a poche ore dal rientro in aula - dice Pelosi - Finora siamo riusciti a gestire le emergenze senza chiudere l'intera scuola. Ma non lo garantisco per il futuro qualora dovessero verificarsi nuovi casi». Il «Galilei» ha dovuto mettere in quarantena due classi dello scientifico a causa di casi conclamati mentre una classe del Geometra tornerà oggi. Ritorno sui banchi oggi anche all'«Alberti» dopo la sanificazione straordinaria eseguita ieri. Allo scientifico «Rummo» la ripresa dell'attività in presenza avverrà domani dopo due giorni di stop per la positività di due alunni.

 

E c'è un'ulteriore minaccia per il microcosmo scolastico. Si moltiplicano gli allarmi sulla pericolosità del trasporto pubblico con bus sovraffollati in barba alle disposizioni normative. Il tema è stato al centro della videoconferenza promossa dal responsabile provinciale dell'Associazione presidi Luigi Mottola cui ha preso parte il presidente della Provincia Antonio Di Maria. «O raddoppiano le corse dei mezzi pubblici, o si dimezzano gli studenti in presenza» questa l'alternativa posta dai circa 40 dirigenti scolastici collegati. «Contatterò con urgenza il governatore De Luca per rappresentargli la situazione e chiedere soluzioni tese a garantire la didattica in presenza», ha assicurato Di Maria. Discussa anche l'opzione test veloci su studenti e docenti al fine di dimezzare i tempi di attesa dell'esito dei tamponi. Unanime il plauso dei rappresentanti scolastici alla Provincia per l'efficacia dei lavori di adeguamento svolti in estate. Risultato ottenuto grazie all'impegno della struttura tecnica dell'ente e «grazie alla cooperazione degli stessi dirigenti», come riconosciuto da Di Maria.

(ha collaborato Jusy Iuliano)

Ultimo aggiornamento: 16:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA