Benevento, emergenza smog:
tre sforamenti in quattro giorni

Lunedì 6 Gennaio 2020 di Paolo Bocchino
Tre su quattro, punteggio pieno o quasi. Non è il ruolino di marcia del Benevento lanciato verso la A ma il meno esaltante risultato messo a segno dalle polveri sottili in questo inizio d'anno. In tre delle prime quattro giornate del 2020 le antenne dell'Arpac hanno captato valori di inquinanti oltre il massimo consentito dalla legge con picchi particolarmente allarmanti in determinate fasce orarie. Fenomeno che accomuna sia l'area a ridosso del centro urbano sia quelle più periferiche, coinvolgendo in un caso persino la cabina di Ponte Valentino che lo scorso anno aveva oltrepassato il tetto solo in quattro occasioni. Come anticipato già nel giorno di Capodanno lo smog si era mostrato insensibile al clima festivo mettendo a referto concentrazioni abnormi di Pm 10 e Pm 2,5. Trend confermato con gli interessi nei giorni seguenti.

Contatori schizzati in alto a partire da venerdì con i 97 microgrammi di Pm 10 registrati dalla centralina di Santa Colomba e i 91 di via Mustilli. In entrambi i casi abbondantemente al di là dell'asticella fissata dalla legge in 50 microgrammi per metro cubo d'aria. Ma la situazione presentatasi l'indomani è andata ancora oltre toccando vette record. I 180 microgrammi misurati sabato in zona Stadio rappresentano il nuovo massimo storico. Quasi quattro volte la quota ammissibile, ovvero aria irrespirabile per una intera giornata. Non molto meglio è andata in via Mustilli che ha sfondato a sua volta quota 100 raggiungendo i 108 microgrammi. E persino la solitamente mite antenna di Ponte Valentino, posizionata a debita distanza dalla città al confine con Paduli, ha segnato rosso con 63 microgrammi di Pm 10. Valori decisamente elevati e che peraltro costituiscono la media giornaliera.

Ma l'analisi oraria dei report dell'Arpac evidenzia che la presenza di polveri killer in atmosfera si fa ancora più massiccia in determinate fasce della giornata, quella serale in particolare. Numeri degni di una metropoli e che invece si riferiscono a una piccola cittadina dell'entroterra appenninico, probabilmente penalizzata dalla conformazione orografica ma pur sempre protagonista di una problematica che non può essere superficialmente derubricata a prassi burocratica. Ovvero: l'aver soltanto sfiorato il bonus annuo delle 35 giornate concesso dalla normativa non autorizza approcci riduzionistici. Tanto più se al cumulo complessivo sono venute a mancare lunghe fasi di attività dei rilevatori a causa della mancata erogazione di energia elettrica che ha tenuto muta la cabina di Santa Colomba per sei settimane.

Così come non ha molto senso dirsi rassicurati dal non superamento del valore medio annuo delle polveri ultrasottili Pm 2,5. La spalmatura dell'inquinamento nell'arco dei dodici mesi non apporta alcun giovamento alle difficoltà respiratorie di migliaia di cittadini che anche a Benevento ne sono affetti. Solo per fare un esempio, il più recente in ordine di tempo: la soglia annua di tollerabilità fissata a 25 microgrammi è stata puntualmente superata in tutte e quattro le giornate di inizio anno. Per la dichiarazione formale di violazione si dovrà attendere il 31 dicembre, per attacchi d'asma e colpi di tosse no.
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