Benevento asfissiata dallo smog:
stop alle auto ma senza barriere

Lunedì 20 Gennaio 2020 di Paolo Bocchino
Una rete con più buchi che toppe. Il primo stop al traffico del 2020 si chiude con un bilancio fortemente tendente allo scuro. Fatta salva la nobile intenzione di contrastare l'asfissiante presenza delle polveri sottili, la giornata di ieri non sarà archiviata alla voce successi memorabili. Soltanto 6 varchi sui 17 totali sono stati realmente interdetti alla circolazione. Nessuna traccia delle transenne con segnale di divieto e orari di durata che abitualmente vengono collocate in corrispondenza dei punti off limits per ricordare agli automobilisti l'applicazione di misure straordinarie. Una lacuna fondamentale che ha di fatto vanificato la concreta attuazione del dispositivo licenziato da Clemente Mastella a causa del ripetuto superamento dei valori massimi di inquinanti atmosferici. Primo cittadino che nei giorni scorsi sul tema aveva stigmatizzato l'atteggiamento di quanti, di fronte alle barriere con divieto antismog, optano per il comodo ma incivile aggiramento. Un malvezzo che ieri non è stato nemmeno necessario palesare avendo gli automobilisti incontrato via libera nella gran parte dei casi. Solo i più informati avrebbero potuto sospettare che laddove la strada si presentava accessibile esattamente come negli altri giorni, in realtà era attiva una limitazione riguardante una parte consistente di veicoli a motore. Divieti virtuali che hanno provocato la proliferazione di vetture non autorizzate nel perimetro teoricamente interdetto. E come effetto collaterale, decine e decine di chiamate al piantone del comando polizia municipale di via Santa Colomba da parte di cittadini disorientati dalla situazione ben differente dagli annunci della vigilia.

Vigili che peraltro hanno regolarmente presidiato i varchi cruciali di via Napoli (ponte Santa Maria degli Angeli), corso Vittorio Emanuele (ponte Vanvitelli), via Cupa Ponticelli, via Mustilli (Rotonda delle Scienze), viale Mellusi, via delle Puglie. A mascherare la lacuna ha contribuito la decisione municipale di limitare alle ore mattutine il blocco delle auto, con il traffico che ha acquistato una certa consistenza solo intorno a mezzogiorno e dunque a ridosso del rompete le righe scattato alle 13. Qualcosa non ha funzionato evidentemente nella catena di comando che vede coinvolti fin troppe articolazioni del Comune: dal settore Ambiente deputato al monitoraggio dei dati trasmessi dall'Arpac alla Mobilità competente sulle ordinanze, fino ai lavori pubblici addetti alla attuazione sul campo del dispositivo. E probabilmente è stato proprio in quest'ultimo ganglo della macchina burocratica che si è perso l'ultimo e decisivo ordine, quello da destinare alla ditta incaricata di collocare e rimuovere le barriere stradali con divieto.

Meccanismi da oliare in vista di future occasioni, la prima domenica al rione Libertà (zona Addolorata), che inaugurerà il ciclo delle 12 chiusure zonali programmate. Al netto di qualche affanno operativo si conferma impregiudicata la fondatezza delle ragioni che hanno indotto Mastella a decretare lo stop. Alla vigilia della chiusura si è infatti registrata la undicesima giornata consecutiva di superamento dei valori massimi di Pm10 previsti dalla legge. Un tetto (50 microgrammi) sorvolato a distanza siderale a Santa Colomba dove la media giornaliera certificata dall'Arpac ha raggiunto quota 121. «Soltanto» 68 microgrammi la media in via Mustilli, comunque al di sopra della soglia ammessa così come per Ponte Valentino che ha chiuso a 64. Sale così ulteriormente il computo degli sforamenti dall'inizio dell'anno con Santa Colomba già a 13, via Mustilli a 10 e Ponte Valentino a 5.  Ultimo aggiornamento: 11:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA