Spaccio e rapine a Benevento,
dieci condanne e due assoluzioni

Sabato 10 Novembre 2018 di Enrico Marra
Dodici imputati, dieci le condanne e due le assoluzioni. Il verdetto ieri pomeriggio davanti alla Sezione penale del Tribunale di Benevento. In tre erano accusati di aver messo a segno anche rapine ai danni di prostitute per investire i proventi in droga; per gli altri c'erano imputazioni di detenzione e spaccio di stupefacenti. Il collegio, presidente Sergio Pezza e giudici a latere Anita Polito e Andrea Loffredo, ha emesso queste condanne: Enzo Martinelli, 38 anni, condannato a otto anni di reclusione, Roberto Franzese, 25 anni, pena di dieci anni, analoga pena per Luigi Francesca di 29 anni; condanne a sette anni di reclusione per Ilaria Coccia di 24 anni, Flavio Peluso di 39 anni, Vincenzo D'Amore, 44 anni, Bruno Ziccardi di 31 anni. Condanne a due anni per Giuseppe Gioacchino Ortolano, di 29 anni, Alfredo Mucci, di 41, Michele Petriella, di 46 anni, di Circello. Assolti perché il fatto non sussiste Eugenio Martinelli, 31 anni, e Stefano Pilla, di 37 anni, quest'ultimo imputato solo di evasione. Il collegio giudicante ha anche derubricato ed emesso assoluzioni rispetto ad alcune imputazioni avanzate dall'accusa. In particolare tra gli altri reati, le rapine alle prostitute venivano contestate a Francesca, Franzese e Martinelli (è stato assolto da questo reato). I giudici hanno ritenuto che Francesca e Franzese sono gli autori dell'incursione nelle abitazioni di tre donne colombiane a cui avevano, nel gennaio del 2015, portato via dopo averle minacciate telefonini e computer. E sempre loro due sono ritenuti gli autori di un altro colpo ai danni di una prostituta cinese minacciata e derubata di oggetti d'oro, telefonini e una modesta somma di denaro.
 
Culminate nel 2015, erano state svolte dai carabinieri del comando provinciale e della Compagnia di Benevento. I provvedimenti restrittivi erano stati emessi dal Gip Gelsomina Palmieri su richieste del procuratore aggiunto della Repubblica Giovanni Conzo e del sostituto procuratore della Repubblica Marilia Capitanio. Le indagini avevano preso il via nel luglio del 2014 dopo il ferimento di un uomo a una gamba. I carabinieri indagavano e denunciavano a piede libero per questo ferimento Enzo Martinelli. Tutto sembrava scaturito per il mercato della droga.

In realtà attraverso conversazioni telefoniche di alcuni degli indagati si appurava che, al fine di procurarsi il denaro necessario per l'acquisto di stupefacenti, mettevano a segno delle rapine con inaudita violenza, minacciando le vittime con pistole e coltelli. I colpi venivano messi a segno presso le abitazioni di alcune prostitute straniere con appartamenti nel centro storico della città (zona Triggio e corso Garibaldi), individuati utilizzando siti internet. I proventi di questi colpi venivano poi utilizzati per acquistare stupefacenti venduti nelle piazze di spaccio individuate al rione Libertà, al rione Ferrovia, alla Pacevecchia e anche nel Fortore. In particolare l'eroina veniva spacciata al rione Libertà e a Pacevecchia, al rione Ferrovia oltre all'eroina il metadone. Nel Fortore era possibile rifornirsi di hashish. I prezzi praticati per la vendita delle dosi andavano dai 30 ai 50 euro.

Gli attuali imputati sono stati difesi nell'udienza di ieri da Antonio Leone, Claudio Fusco, Marcello D'Auria, Antonio Bruno Romano, Alfredo Sorbo, Gerardo Giorgione, Fabio Russo. In precedenza, sempre ieri, il pubblico ministero Marilia Capitanio aveva chiesto 9 anni per Francesca e Franzese, 8 anni e 6 mesi per Enzo Martinelli, 2 anni e 6 mesi per Ortolano, 1 anno e 8 mesi per Coccia, 2 anni e 4 mesi per Peluso, 1 anno e 8 mesi per Eugenio Martinelli, 2 anni e 6 mesi per D'Amore, Ziccardi, Mucci e Petriella, 1 anno per Pilla. © RIPRODUZIONE RISERVATA