Stir Casalduni sotto assedio,
frenata sull'ipotesi dell'Esercito

Lunedì 19 Agosto 2019 di Paolo Bontempo
Stir, proseguono le indagini per accertare le cause del rogo di Ferragosto e si valuta l'eventuale presidio dell'impianto con l'esercito. Dopo il principio di incendio e la richiesta del deputato del M5s Pasquale Maglione e dei sindaci Pasquale Iacovella di Casalduni e Luigi Facchino di Fragneto Monforte, il prefetto Francesco Antonio Cappetta ha contattato l'esponente del M5s e il presidente della Provincia Antonio Di Maria. Cappetta si è riservato di approfondire ulteriormente la problematica del rogo di Ferragosto - comunque, il principio di incendio viene ritenuto di piccola entità - nel capannone dei rifiuti tritovagliati.
 
Al momento mancano i presupposti per la messa in campo dell'esercito per la vigilanza. La procedura per attivarlo, infatti, è lunga e l'utilizzo dei militari è molto costoso per il ministero. Dal canto suo, Maglione ha chiesto di valutare la possibilità di utilizzare l'esercito nell'ottica di un maggiore controllo. «Ho avuto contatti con il prefetto ha spiegato Maglione che deve approfondire la questione. La mia richiesta è stata fatta non nell'ottica del singolo fenomeno di qualche giorno fa ma per agire in via precauzionale per la sicurezza dell'impianto».

In effetti, da più parti e anche dai rappresentanti sindacali, la vigilanza dell'impianto di località San Fortunato con una unità, viene ritenuta non del tutto sufficiente. «Sarà necessario chiarire la natura dell'incendio di Ferragosto conclude Maglione - ma resta ancora attuale la problematica della sicurezza del sito, perciò ho scritto al prefetto per chiedere di considerare la possibilità di interessare l'esercito per il controllo dell'area, in conformità anche con l'indirizzo del ministro Costa».

Intanto i rifiuti combusti stipati all'interno del capannone principale saranno spostati in una piazzola dello Stir. Tale operazione rientra, infatti, nel progetto per realizzare la stazione ecologica di stoccaggio provvisorio presso lo Stir. «Dopo il decreto regionale di 1,1 milioni - spiega Carmine Agostinelli, amministratore unico di Samte - sarà presto pubblicata dalla Provincia la gara d'appalto per realizzare oltre alla piazzola presso lo Stir per consentire lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti anche lo spostamento dei rifiuti combusti».

Dopo il maxi incendio del 23 agosto dello scorso anno, risulta un accumulo di 1700 circa di tonnellate di rifiuto combusto nel capannone ricezione dei rifiuti solidi urbani e nel piazzale antistante. «Dopo la caratterizzazione di questi rifiuti - conclude Agostinelli - il quantitativo potrebbe risultare inferiore rispetto a quello stimato. Sarà pertanto realizzata una piazzola ad hoc per spostare questi rifiuti particolari». Il progetto finanziato, che rientra nell'ambito di un programma regionale finanziato con 20 milioni di euro del Por 2000/2006, è finalizzato a garantire l'ordinato ciclo dei rifiuti a valle del trattamento effettuato presso lo Stir, nonché la realizzazione del centro di stoccaggio e trattamento delle frazioni secche, ma anche a fronteggiare l'eventuale emergenza per lo stop di Acerra. A seguito dello stop al termovalorizzatore lo Stir potrebbe essere utilizzato, in modo residuale e qualora ce ne fosse bisogno, quale sito di stoccaggio provvisorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA