«Tangenti al Comune di Cusano Mutri»,
in due a processo con il sindaco

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Enrico Marra

Tre rinvii a giudizio per concussione per il pagamento di una tangente nell'ambito di lavori di somma urgenza appaltati dal Comune di Cusano Mutri. Dovranno affrontare il processo, fissato per l'11 maggio 2021 dinanzi al primo collegio del Tribunale, Giuseppe Maria Maturo, 54 anni, dal maggio del 2014 sindaco di Cusano Mutri, Remo Di Muzio, 45 anni, geometra libero professionista, e Nicola Russo, 48 anni, di Apollosa, capo Ufficio tecnico del Comune di Cusano. Lo ha deciso ieri mattina il Gup Loredana Camerlengo.

 

Il 28 giugno del 2018 Maturo e Di Muzio erano finiti agli arresti domiciliari sulla scorta di un'ordinanza di custodia cautelare del gip Gelsomina Palmieri su richiesta del sostituto procuratore Donatella Palumbo. Il provvedimento era però stato annullato dal Riesame, con una decisione confermata nel gennaio del 2019 dalla Cassazione, che aveva dichiarato inammissibile l'appello della Procura. Era stata una microcamera nascosta in un pupazzo di peluche, secondo l'accusa, a testimoniare la «mazzetta» da duemila euro consegnata da un imprenditore edile di Cusano Mutri per i lavori di somma urgenza effettuati per la messa in sicurezza a ridosso dell'argine del torrente Reviola e ai lavori di pulizia dell'alveo del torrente Titerno dopo l'alluvione del 2015. Solo un anticipo rispetto ai 6500 euro richiesti, pari al 50% dell'importo di uno dei lavori di somma urgenza che la sua ditta si era visto liquidare dal Comune di Cusano qualche mese prima. Tra l'altro all'imprenditore, amministratore della ditta di cui era titolare la moglie, era stato anche chiesto di rinunciare ad alcuni ricorsi presentati al Tar.

 

Una sorta di «tariffario», secondo l'accusa, che il geometra Remo Di Muzio aveva il compito di «illustrare» per conto del primo cittadino Maturo. Il geometra - secondo gli investigatori - lavorava in stretta sinergia con l'amministrazione comunale. Gli episodi contestati risalgono al periodo tra il 2015 e il maggio del 2017. Il sindaco e Di Muzio avevano respinto ogni contestazione.

 

Maturo in particolare aveva sostenuto di non aver fatto alcuna pressione sul titolare della ditta con cui aveva ottimi rapporti di amicizia e di non essere al corrente del versamento di denaro tra il titolare dell'impresa che aveva realizzato il geometra Di Muzio. Anche quest'ultimo aveva sostenuto che la consegna della busta con il denaro presso il suo studio non era una tangente bensì il compenso per una prestazione professionale che insieme a un altro tecnico aveva eseguito per conto della ditta.

 

Nell'udienza di ieri mattina i difensori degli imputati, gli avvocati Marcello Severino, Antonio Barbieri, Giuseppe Francesco Massarelli, Patrizia Pastore e Alberto Mignone hanno chiesto il non luogo a procedere per tutti e tre ritenendo le accuse insussistenti e facendo riferimento alle pronunce che ci sono state su questo procedimento davanti al Tribunale del Riesame e alla Cassazione. Il rinvio a giudizio è stato richiesto dal pubblico ministero Maria Dolores De Gaudio e dal legale di parte civile, Giuseppe Maturo, che assiste l'impresa che aveva versato il denaro.

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