Terapia al plasma a Benevento,
intesa tra Rummo e università di Pisa

Giovedì 14 Maggio 2020 di Luella De Ciampis
L'ospedale Rummo ha aderito al protocollo d'intesa con l'azienda ospedaliera universitaria di Pisa per l'attivazione della terapia al plasma iperimmune per i pazienti Covid. Una nuova frontiera per la lotta al coronavirus, quella del protocollo, che lunedì dovrebbe ottenere l'approvazione del comitato etico. In pratica, chi ha contratto la malattia, ha sviluppato gli anticorpi che, nella fase di guarigione e prima di quella di decremento, rimangono nel sangue. Quindi, c'è un donatore e ci sono pazienti che ricevono il plasma immunizzante. In particolare, nella parte più liquida del sangue, composta da acqua, proteine, nutrienti e ormoni, priva di elementi corpuscolati (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), c'è una percentuale di anticorpi che si sono formati dopo la battaglia vinta contro il virus.

La plasma terapia è stata sperimentata perché, non essendoci un vaccino e una terapia per contrastare l'infezione, si è pensato di utilizzare il plasma di chi era guarito che contiene anticorpi neutralizzanti, come in passato era stato fatto con Ebola, Sars e Mers.
 
 

Al momento, la situazione al Rummo è sotto controllo, in quanto nei reparti Covid, anche in quelli più «caldi», sono rimasti solo sette pazienti: uno in Terapia intensiva, uno in Malattie infettive e cinque in Pneumologia sub intensiva. Quindi, l'adesione al protocollo per l'attivazione della terapia al plasma rappresenta un investimento per il futuro, un valido aiuto nel caso in cui il Covid dovesse ripresentarsi. Tuttavia, se si considera che, dall'inizio della pandemia, nel reparto di Pneumologia sub intensiva sono passati più di 50 pazienti con difficoltà respiratorie di grave entità, si riesce a comprendere come in questa fase si possa effettivamente parlare di tregua.

Ieri dall'ospedale è stato dimesso un altro paziente guarito dal coronavirus mentre, dei 98 tamponi analizzati, nessuno è risultato positivo. Scende a 53 il numero dei positivi censiti dall'Asl, mentre sale a 124 quello dei guariti. Riflettori accesi sulla comunità rom di Pietrelcina in cui ieri l'Asl ha effettuato circa 80 tamponi, in seguito alla positività di due membri del gruppo etnico che il 30 aprile avevano partecipato a un funerale a Campobasso. «Abbiamo fatto circa 80 tamponi dice il sindaco Domenico Masone - alla comunità rom e a tutti quelli che abitano nelle loro vicinanze per escludere ogni rischio di contagio. Ci sono state anche persone che, per sapere subito se fossero stati contagiati, hanno eseguito il tampone autonomamente nei centri diagnostici del territorio e hanno ricevuto il responso di negatività. Abbiamo voluto abbondare con i tamponi, nell'ottica di estirpare alla radice qualsiasi possibilità di focolai di infezione e di tutelare la salute della comunità che rappresentiamo. Tuttavia, sono fiducioso perché, dall'ipotesi del contagio, sono passati 14 giorni e nessuno ha manifestato almeno uno dei sintomi del coronavirus».
 

Tamponi anche nel comune di Airola dove, oggi pomeriggio, saranno controllate 250 persone, nell'ambito dell'attività prevista in sinergia tra istituto zooprofilattico, azienda sanitaria e Comuni, per testare le categorie di popolazione che sono a contatto con il pubblico. «Il responso dei tamponi dice il sindaco Michele Napoletano potrà fornirci elementi inconfutabili per venire a capo di un'eventuale presenza sottotraccia del virus in seno alla comunità».

Parte stamattina la campagna di esecuzione dei tamponi nell'area parcheggio dello stadio Vigorito, dove non si potrà stazionare per motivi di privacy, mentre il sindaco Clemente Mastella sarà a disposizione per chiarimenti nella postazione creata allo scopo nei pressi della rotatoria. L'organizzazione sindacale Fp Cgil, in un incontro con la direzione strategica dell'ospedale Fatebenefratelli, ha ottenuto la disponibilità alla somministrazione dei tamponi a tutto il personale nei giorni di giovedì, venerdì e sabato. Infine, è stato sottoscritto un impegno sullo slittamento del periodo ferie che partirà dal primo luglio anziché da giugno, allo scopo di offrire ai lavoratori migliori condizioni per usufruire di periodi di vacanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA