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Airola, trasferimenti e proteste
dopo i disordini nel carcere dei ragazzi

Venerdì 1 Luglio 2022 di Jusy Iuliano
Airola, trasferimenti e proteste dopo i disordini nel carcere dei ragazzi

È stato trasferito in un altro istituto il minorenne brasiliano che mercoledì ha aggredito un agente di polizia penitenziaria tra le mura del carcere minorile di Airola. Il giovane ristretto aveva tirato calci all'addome al poliziotto, probabilmente perché non voleva rientrare in cella. Trasportato nell'ospedale di Sant' Agata de' Goti, per l'agente è prevista una prognosi di 15 giorni e un intervento chirurgico imminente, il 7 luglio, per la rimozione di schegge di vetro penetrate nell'arto. Sta bene l'altro detenuto, un minorenne di origini albanesi che, sempre mercoledì, si è procurato ferite da taglio alle braccia che sono state medicate al Rummo di Benevento. Non tarda ad arrivare l'intervento del Sappe sulla vicenda, con la netta condanna dell'episodio e la protesta per le condizioni in cui operano gli agenti.

Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria è arrivato a disertare la festa del Corpo, a Napoli. «Con agenti aggrediti, feriti, contusi e umiliati ogni giorno nelle carceri, cosa c'è da festeggiare?». Così il sindacato solleva un accorato grido d'allarme. E, naturalmente, il riferimento va soprattutto agli episodi «di sangue e violenza nel carcere minorile Airola». Il Sappe, in una nota stampa evidenzia la vicenda. Carmine D'Avanzo, coordinatore nazionale Sappe per il settore minorile spiega i dettagli. «Ha opposto resistenza per rientrare in cella, ha poi aggredito a calci e pugni un poliziotto, fino a rendere necessari punti di sutura ad una mano per la presenza di schegge di vetro, e ha dato fuoco alla cella». D'Avanzo parla di «follia allo stato puro, aggravata dal fatto che l'amministrazione della Giustizia minorile non adotta adeguati provvedimenti disciplinari verso i detenuti violenti e non assegna all'Ipm di Airola un direttore e un comandante del reparto di Polizia penitenziaria in pianta stabile, oltre al personale che manca».

E proprio per protestare contro gli episodi violenti che accadono nelle carceri campane, il Sappe fa sapere che «diserterà la cerimonia celebrativa del 205esimo anniversario di fondazione del corpo di Polizia penitenziaria, che si è terrà a Napoli perché non c'è nulla da festeggiare e la situazione delle carceri italiane sta tornando a livelli allarmanti- spiega il segretario nazionale del Sappe per la Campania, Emilio Fattorello - Non capisco perché, durante la nostra festa, si prediliga la disamina sulla realtà delle carceri e sulle possibili riforme di intervento - continua - piuttosto che valorizzare il ruolo di Corpo di polizia dei baschi azzurri. La realtà è che continuano ad aumentare gli episodi violenti all'interno delle carceri italiane e con il regime penitenziario aperto e la vigilanza dinamica, ossia con controlli ridotti della polizia penitenziaria, la situazione si è ulteriormente aggravata».

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Per il Sappe «lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività è controproducente perché lascia i detenuti nell'apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti». Propongono di «sospendere la vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili». Il segretario generale del Sappe, Donato Capece denuncia, infine, che «nel solo 2021, si sono registrate 1.087 aggressioni gli agenti, 334 risse, 750 incendi dolosi, 1.274 rinvenimenti di telefoni cellulari o Sim e 528 di droga, 5.628 segnalazioni per violenze, minaccia, ingiuria, oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale». Capece sottolinea che «le donne e gli uomini della polizia penitenziaria non hanno neppure uno straccio di taser per difendersi dalle aggressioni».

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 20:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA