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Triggio, imbrattate le antiche mura
e l'area dei «morticelli»

Lunedì 4 Aprile 2022 di Antonio Martone
Triggio, imbrattate le antiche mura e l'area dei «morticelli»

Vandali di nuovo in azione con bombolette spray. Dopo Arco di Traiano e campanile di Santa Sofia, stavolta è toccato alle antiche mura di via Teatro Romano e piazza Tito Maccio Plauto denominata «imbuto» per la sua conformazione, a casa Pisani ed all'edicola dei Santi Cosma e Damiano. Scritte ignobili e scarabocchi fanno da cornice all'area retrostante al Teatro Romano. A denunciare gli sfregi gli stessi abitanti del Triggio: «Hanno devastato e mortificato con scritte imbecilli le nostre invidiate mura». Gli stessi hanno sottolineato la necessità di installare al più presto apparati di videosorveglianza per controllare monumenti o aree storiche cittadine per combattere questo assurdo fenomeno. «Quando diversi anni fa dice Paolo Florio componente del comitato di quartiere furono effettuati lavori di ristrutturazione era stata promessa anche la videosorveglianza per combattere episodi di vandalismo ed anche per la sicurezza, ma purtroppo non c'è stato alcun seguito».

Da registrare l'intervento della polizia municipale che ha già avviato delle specifiche indagini per cercare di individuare i colpevoli. I residenti scommettono che si tratta di gruppi di ragazzi provenienti da altre zone. «Ho dato mandato a colleghi esperti ha detto il comandante della polizia municipale Fioravante Bosco - di svolgere indagini per individuare e deferire all'autorità giudiziaria chi ha imbrattato le mura antiche della città. Purtroppo è sempre difficile risalire ai colpevoli se non abbiamo delle telecamere in zona. Stiamo verificando se ci sono sistemi di videosorveglianza presso abitazioni di privati per poter visionare le immagini. Va detto che purtroppo le sanzioni per questo tipo di atti sono sempre molto blande. E anche dopo aver accertato le eventuali responsabilità ci vuole molto tempo per punire i colpevoli: la legislazione italiana in merito è farraginoso ed è difficile districarsi nei meandri di questi reati o illeciti amministrativi che vengono commessi». Per la cronaca, i due ragazzini che all'epoca sfregiarono l'Arco di Traiano non sono stati mai individuati in quanto le foto non erano definite, ma confuse. 

Tra i primi a commentare l'accaduto l'assessore al patrimonio Attilio Cappa che tra l'altro svolge la sua attività professionale proprio in zona. «Forte condanna del vile attacco alla città. Non è solo un muro imbrattato ma è uno sfregio ad una intera comunità che prova a ripartire dopo gravi difficoltà. Il nostro patrimonio, sempre più apprezzato nel mondo e da turisti che vengono a visitarci ed ammirarci, è stato rovinato in maniera ignobile, presumibilmente da un concittadino e questo fa ancora più male. Un autolesionismo assurdo. Promettiamo come amministrazione il massimo impegno per la ricerca dei responsabili e soprattutto per le cause che portano a simili gesti per evitare che si possano ripetere. Siamo tutti offesi da gesti come questi senza alcuna giustificazione. Bisogna individuare e isolare i colpevoli, un impegno di tutti». Significative anche le parole dell'archeologo Stefano Forgione, presidente dell'associazione Verehia: «Mi auguro che anche grazie alla stampa ci sia una forte denuncia contro questi personaggi che non so come definire e mi auguro soprattutto che queste scritta ignobili ed offensive vengano cancellate al più presto -. Addirittura si sono permessi di scrivere sotto l'edicola dei Santi Cosma e Damiano nei pressi dei morticelli, zona frequentata da tantissimi turisti. Mi fermo qui ed aggiungo che il Triggio è una delle zone storiche più importanti della città e risale già all'epoca romana e va salvaguardata».

Ultimo aggiornamento: 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA