La truffa della mensa scolastica:
funzionario comunale a processo

Martedì 13 Novembre 2018 di Enrico Marra
ARPAIA - Due rinviati a giudizio per false comunicazioni sul numero dei pasti consumati presso la mensa scolastica della scuola dell'obbligo e pagati dal Comune di Arpaia. Si tratta di Ciro Clemente Tancredi, 54 anni, responsabile del settore affari generali del Comune di Arpaia, e Anna Di Stora, 46 anni, legale rappresentante della società «Di Stora sas» che forniva appunto i pasti alla mensa scolastica. I due imputati, che dovranno rispondere del reato di truffa, sono comparsi ieri mattina nell'udienza davanti al Gup Gelsomina Palmieri assistiti dai loro legali Antonio Leone, Ettore Marcarelli e Massimiliano Ciervo. Il Comune di Arpaia si è costituito parte civile assistito dall'avvocato Mario Tomasiello. Il Gup Palmieri ha fatto scattare il rinvio a giudizio e ha fissato il processo ai due imputati per il 18 marzo davanti al magistrato monocratico. Così ha accolto la richiesta avanzata nei mesi scorsi dalla Procura della Repubblica, in particolare dal sostituto procuratore Maria Scamarcio, che aveva coordinato le indagini. Un procedimento che era già giunto al vaglio del Gup nello scorso mese di maggio, prima di essere fatto slittare all'udienza tenutasi ieri mattina.
 
Secondo l'accusa i due indagati, Ciro Clemente Tancredi e Anna Di Stora, avevano omesso di comunicare al Comune il numero esatto giornaliero degli utenti che effettivamente consumavano i pasti nella mensa scolastica. Un comportamento che aveva indotto in errore il Comune, procurando agli indagati un ingiusto profitto, derivante dall'indebita riscossione della somma liquidata dal Comune per i pasti fatturati in numero superiore a quelli realmente forniti. Per ogni pasto il costo era di 3,59 euro.

Le indagini hanno appurato che per l'anno scolastico 2012-2013 erano stati fatturati 11.783 pasti. In realtà quelli realmente erogati erano stati 6.637, con una differenza di 5.146 pasti. Nel seguente anno scolastico 2013-2014 i pasti fatturati erano stati 9.498 a fronte di 5.144 che gli alunni avevano realmente consumato con una differenza di 4.354 pasti. Differenze che per la loro consistenza non erano alla fine passati inosservati. Pertanto c'era stato un esposto alla Procura della Repubblica che aveva dato il via alle indagini. Ascoltati alcuni testi erano venute alla luce le notevoli discordanze tra i pasti erogati e quelli che venivano pagati dall'ente locale.
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