Ucciso a colpi di pistola e gettato nel fiume
con una corda al collo: giallo irrisolto da 11 anni

Martedì 29 Ottobre 2019
Alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Benevento sull'uccisione di Biagio Di Meo, giardiniere all'epoca 38enne, il cui corpo fu trovato nel 2008 si sono opposti i familiari. Il magistrato si è riservato di decidere nei prossimi giorni. Nel corso dell'udienza di ieri davanti al Gip Gelsomina Palmieri il legale dei familiari, in particolare per conto di una sorella della vittima, l'avvocato Danilo Riccio ha chiesto ulteriore approfondimento delle indagini.

Di Meo, ucciso con un colpo di pistola al collo, era scomparso il 7 aprile del 2008 da Faicchio, mentre il corpo fu ritrovato il 13 maggio con una corda al collo nel fiume Volturno, nei pressi di Alvignano, nel Casertano. Che l'uomo fosse stato ucciso si era ipotizzato sin dal momento della scomparsa, avvenuta con caratteristiche che non lasciavano ipotizzare una fuga. Poi il ritrovamento del corpo nel fiume.

Si appurò che ci si trovava di fronte a un omicidio con un colpo esploso da una pistola calibro 9 che lo aveva raggiunto alla clavicola. Si ipotizzò che quell'unico colpo poteva essere partito nel corso di una lite degenerata. Ma è stata valutata anche l'ipotesi che la vittima fosse stata fatta inginocchiare prima dell'esplosione del colpo di pistola. Scoperte le modalità dell'omicidio si era andati alla ricerca del possibile movente, ma le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile non hanno portato ad alcuna incriminazione.
  Ultimo aggiornamento: 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA