Vaccino Covid, fiale quasi esaurite:
richiami garantiti solo fino al weekend

Giovedì 28 Gennaio 2021 di Luella De Ciampis
vaccini

Continua l'attività vaccinale dell'Asl, in attesa che la situazione si normalizzi e che l'azienda che produce il vaccino Pfizer garantisca le necessarie dosi per completare l'operazione. Della nuova consegna effettuata lunedì, l'Asl può contare su 97 fiale, custodite dal Rummo, da cui si possono ricavare 582 dosi vaccinali che, probabilmente, consentiranno di dare seguito all'operazione vaccinale fino alla fine della settimana in corso. Poi sarà necessario attendere la prossima consegna che avverrà tra lunedì e martedì che, però, dovrebbe arrivare ancora dimezzata. Ieri un rappresentante della Pfizer ha visitato le sedi vaccinali aziendali ma non sono state ottenute rassicurazioni sulla possibilità di una normalizzazione dell'approvvigionamento. Una visita probabilmente legata alla necessità di verificare la situazione reale dell'andamento della campagna vaccinale. Se la prossima settimana arriveranno altre 97 fiale di vaccino da destinare all'Asl, per un totale di 582 dosi, e non le 195 pattuite da cui, invece, si riescono a ottenere 1170 dosi, sicuramente si potrà ricominciare con la somministrazione ma procedendo a rilento perché non potranno essere vaccinati tutti gli operatori programmati già nel corso della prima somministrazione. È una partita tutta da giocare nei prossimi giorni in quanto, molte persone che sono in lista per il richiamo, non sono disposte ad accettare supinamente un ritardo nell'iter, né è possibile fare ricorso ad altro tipo di vaccino in sostituzione del richiamo Pfizer.

Tuttavia, adesso, come annunciato dal direttore generale Gennaro Volpe, si punta sull'arrivo del vaccino Moderna che potrebbe semplificare notevolmente l'iter vaccinale per una serie di differenze con il Pfizer che è soggetto a una fase di preparazione lunga e complessa prima di essere inoculato, oltre a dover essere conservato in frigoriferi speciali che raggiungono temperature di meno 80 gradi. Infatti, ogni flaconcino di Moderna contiene 10 dosi da 0,5 ml ognuna, che non hanno bisogno di essere diluite e che, quindi, sono facilmente estraibili e pronte per l'uso. Inoltre, le fiale possono essere conservate per 30 giorni nei frigoriferi in dotazione agli studi dei medici di base per la conservazione dei normali vaccini, compreso quello antinfluenzale. Per questi motivi, il vaccino Moderna potrebbe essere addirittura consegnato anche ai medici di famiglia quando la campagna vaccinale sarà estesa alla popolazione per velocizzare i tempi di somministrazione. Ma anche in questo caso, c'è l'incognita che sarà sciolta solo in fase di approvvigionamento perché non si riesce ancora a sapere con certezza quale sarà il quantitativo di vaccino destinato al Sannio. Il Moderna, come il Pfizer è un vaccino a Rna, basato su Rna messaggero o autoreplicante che fornisce l'informazione genetica per la proteina spike e crea la risposta immunitaria, contrariamente all'Astrazeneca, fatto con il virus attenuato, ritenuto non idoneo alle persone con un'età superiore ai 55 anni.

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La giornata di ieri è stata funestata da tre decessi, due avvenuti al Rummo e un terzo, censito dall'Asl, che non è dato sapere se avvenuto in una struttura di altra provincia o nella propria abitazione. A perdere la battaglia contro il Covid, una 66enne di Melizzano e un 72enne di San Salvatore Telesino, entrambi ricoverati nel reparto di Terapia intensiva dell'azienda ospedaliera, oltre a questa terza persona che non era in degenza neppure al Fatebenefratelli, dove il reparto Covid, ormai vuoto, è stato temporaneamente chiuso. Sono 203 i decessi nel Sannio dall'inizio della pandemia, 177 da agosto (137 i sanniti). Sono state sette invece le persone dimesse perché guarite e 51 i pazienti ancora in degenza, mentre sui 366 tamponi processati sono emerse solo quattro nuovi casi. A confermare l'incremento delle guarigioni è anche il bollettino dell'Asl che ha registrato 37 persone uscite dal tunnel e 35 nuovi casi su 279 tamponi analizzati. Intanto, l'emergenza Covid costringe l'azienda ospedaliera a prorogare il rapporto di lavoro somministrato per garantire i Lea. Infatti, sta procedendo a protrarre ciclicamente, in vista della scadenza, il rapporto di lavoro interinale per 13 operatori sociosanitari reclutato in attesa che si concretizzino le assunzioni a tempo indeterminato.

Ultimo aggiornamento: 08:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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