Sannio, zootecnia e agricoltura in difficoltà: adesso nuove sorgenti

L’esecutivo comunale punta alla captazione di nuove sorgenti acquifere per integrare l’approvvigionamento idrico cittadino

Sorgenti acquifere a San Giorgio la Molara
Sorgenti acquifere a San Giorgio la Molara
di Celestino Agostinelli
Mercoledì 22 Maggio 2024, 00:00 - Ultimo agg. 09:36
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L’esecutivo comunale punta alla captazione di nuove sorgenti acquifere per integrare l’approvvigionamento idrico cittadino e magari puntare all’autosufficienza. «Da qualche decennio il problema legato ai lunghi periodi di siccità, alle scarse piogge e nevicate hanno determinato un vero e proprio allarme idrico – dice il sindaco di San Giorgio la Molara Nicola De Vizio - e per noi amministratori questo problema diventa sempre più insormontabile. Il nostro è un territorio sostanzialmente ricco di acqua, ma vanno individuate sorgenti che possono garantire una certa continuità di flusso e consentire il riempimento di serbatoi capaci di sopperire alle ormai continue carenze idriche estive. Purtroppo da noi non si accusa il problema solo dal punto di vista idrico urbano. Nel nostro territorio vi sono molte aziende zootecniche, i cui allevamenti sono un asset economico ed occupazionale importante e per la conduzione di questi allevamenti c’è bisogno di molta acqua».

Il progetto redatto dall'ufficio tecnico comunale prevede la captazione di alcune sorgenti, e la realizzazione di un nuovo serbatoio per un importo di circa 4,5 miloni, e prevede il riassetto e ristrutturazione della rete idrica esistente. «Cercheremo – continua il sindaco - di ammodernare l’attuale rete idrica e ottimizzare la distribuzione di acqua alla cittadinanza sia urbana che rurale. Il benessere senza una cospicua dotazione idrica è complicato. Ed il problema dell’acqua era stato individuato già nell’antichità dai Romani i quali hanno realizzato grandi opere idrauliche, con maestosi e lunghi acquedotti, con efficaci impianti di irrigazione, perché avevano capito che lo sviluppo passava per l’abbondanza di acqua. Oggi a quanto pare non siamo in grado di eguagliare i Romani, per tante ragioni e ci troviamo di fronte il rischio della privatizzazione per colpa di multinazionali. L’acqua è un vitale bene comune e deve essere, disponibile e abbondante, e soprattutto va usata con responsabilità, e noi amministratori abbiamo il dovere di attivarci con ogni mezzo creando le condizioni per garantire il prezioso liquido». De Vizio ha inoltre voluto sottolineare l'importanza di sensibilizzare i cittadini ad un uso più corretto dell'acqua «a partire dalle scuole - conclude -, per educare i bambini, cittadini del futuro, ad un uso parsimonioso dell'acqua. Va limitata al minimo indispensabile l'irrigazione di prati, e va evitato il lavaggio frequente di automobili o spiazzi. Insomma dobbiamo fare di tutto per non sprecare l'acqua potabile in nessuna attività che non sia strettamente indispensabile».

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