Aldo Balestra
DIRITTO & ROVESCIO di
Aldo Balestra

Quei bambini
(sempre)
migliori di noi

Mercoledì 5 Agosto 2020 di Aldo Balestra
Bambini impegnati volontariamente nella pulizia di un parco pubblico. Sotto, Mamady Daback Mankara, aggredito a Castiglione della Pescaia per il colore della sua pelle.
«Razzismo: picchiato in spiaggia ha denunciato aggressori» (Ansa, 4 agosto 2020, ore 17.56) 
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Non passa giorno che nel sorriso, nella serenità, nella gioia dei bambini di ogni latitudine e colore di pelle non si colga la consapevolezza del grande patrimonio umano che spesso contribuiamo ad inibire, danneggiare, mortificare, addirittura a cancellare.

Se un papà, albanese immigrato in Italia, diventa razzista nei confronti di un giovane di colore, picchiandolo selvaggiamente perché non ne sopporta la presenza in spiaggia (è accaduto a Castiglione della Pescaia, in Toscana), ecco che spunta il figlioletto dell'aggressore a darci speranza. Un «bravo bambino» - si dice così, no? -  che cerca con tutte le sue forze di frenare la furia del genitore violento. Gli ferma la mano, come ha raccontato Marco Gasperetti sul Corsera, e gli dice: «Papà, lascialo stare. Qui c'è posto per tutti». Cerca di riportare alla realtà un uomo che avrebbe dovuto dargli il buon esempio ma che invece gli dà solo (cattive) lezioni di violenza gratuita e razzista.

Il giorno dopo la vittima di questa aggressione, Mamady Daback Mankara (nella foto sotto), senegalese, da sempre impegnato nell'assistenza alle persone con disabilità psichiche e intellettuali, cooperante in una Onlus, perfettamente integrato nel tessuto sociale della zona, ha presentato denuncia. Come giusto che sia. Ma da subito ha raccontato di come quel bambino abbia fatto di tutto per aiutarlo, pur non riuscendovi: l'aggressore ha colpito in due riprese e con inaudita violenza, la seconda volta spalleggiato da un complice.

Resta il gesto di quel bimbo coraggioso, che non vuol rassegnarsi al peggio, malgrado abbia le sembianze del padre. Ho ripensato a lui mentre ragazzini della stessa età mi hanno distolto da ogni pensiero: «Signore, scusate. Avete dei guanti di plastica? Vogliamo pulire il nostro parco. Ci sono troppi rifiuti». Ho procurato quei guanti, poca roba e la gioia di farlo. Li ho osservati fortuitamente per un po', orgoglioso per loro e mortificato per me stesso e quelli come me che quei rifiuti, probabilmente, avevano già visto il giorno prima senza avere lo scatto di quei bambini. Che hanno dato lezione di futuro, a Castiglione della Pescaia come al parchetto oggetto di incuria.

La speranza, in fondo in fondo, abita sempre sul pianeta Terra, aiutare a non mortificarla potrebbe essere il nostro impegno in ogni possibile gesto verso i più piccoli. E senza timore di ritornare bambini. Sono loro i più forti, senza dubbio.
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«Se c'è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambini, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi» (Carl Gustav Jung, L'integrazione della personalità)

  Ultimo aggiornamento: 17:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA