Aldo Balestra

Il sacrificio di Emanuele
e il dovere degli altri

di Aldo Balestra
Caserta, carabiniere insegue ladro e muore investito da un treno (www.ilmattino.it, 06.11.2018, ore 19.56)
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Chi darà mai forza alla giovane Matilde per spiegare, un giorno, alle sue figliolette di uno e quattro anni che il papà non tornerà a casa, che non c'è più? E quando Matilde potrà rassegnarsi, dopo la confusione che stordisce, tra familiari che la consolano ed alti ufficiali dei Carabinieri che le esprimono il cordoglio dello Stato?

Il suo Emanuele, 34 anni, un ragazzone sveglio e diligente, che amava il suo lavoro nei Carabinieri, e ci credeva, è morto travolto da un treno in corsa,  mentre inseguiva volgari ladri d'appartamento che terrorizzavano, da giorni, un popoloso rione di Caserta. Ha scavalcato un muro, rincorrendo uno dei malviventi: il ladro ha scansato il treno, in arrivo alla stazione di fronte alla Reggia più bella del mondo, lui è stato colpito in pieno.

Sarà perchè la girandola delle notizie, o presunte tali, che interessano una sempre più ampia fetta di opinione pubblica, ruota intorno all'apparire piuttosto che all'essere, alla fatuità pura elevata a sistema, alla celebrazione dell'immagine ridanciana o volgare piuttosto che alla concretezza e alla consapevolezza delle cose che si fanno. Sarà perché, insopportabilmente, si è alle prese con questa realtà sempre più di plastica ma non per questo meno violenta che la morte di questo carabiniere pesa ancora di più.

E ci riporta alla riflessione sul senso del dovere praticato puttosto che sbandierato o, peggio, invocato per gli altri; alla diligenza rigorosa fatta stile di vita piuttosto che millantata; al coraggio, senza se e senza ma, eludendo il «calcolo» del ritorno o meno di un'azione nella funzione che si esercita.

Emanuele Reali, brigadiere dei Carabinieri, Compagnia di Caserta, è morto proprio facendo il suo dovere quotidiano, diranno i più cinici disincantati. E' così, certo. Ma, oltre la notizia nuda e cruda, non è tutto qui. Altrimenti da sacrifici come questo non ci rimane mai nulla al di là del dolore, della commozione, del cordoglio contingente.

Ogni tanto bisognerebbe fermarsi a pensare: al dovere, ai doveri. Ma non degli altri. Cominciare dai propri sarebbe un bell'esercizio di realismo, tutt'altro che banale. 
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«Dovere è quello che nessun altro ha voglia di fare» (Penelope Fitzgerald, Offshore)
Mercoledì 7 Novembre 2018, 13:22
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1 di 1 commenti presenti
2018-11-09 07:09:49
Di buoni intenzioni è lastricata la strada per l'inferno, restano una moglie e due figlie piccole orfane, e 4 ladruncoli che se la caveranno con una tirata di orecchie.


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