Aldo Balestra

Layla e Miracolo
le lacrime diverse

di Aldo Balestra
Migranti, si chiama Miracolo il bimbo nato sulla nave Aquarius (AdnKronos, 27 maggio 2018 ore 13.47); Layla, morta al confine di Gaza: s'indaga (Ansa, 27 maggio 2018, 14.01);
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Miracle e Layla. Mar Mediterraneo e Gaza. Mare e bombe. Lacrime e lacrime. Vita e morte. L'orrore delle guerre, degli esodi, delle fughe è uguale in ogni tempo, a ogni latitudine. E i volti dei bimbi sono sempre belli, sia che sprizzino vita sia che siano avvolti dal freddo sudario della morte.

In una domenica in cui l'Italia non può più appassionarsi neanche al calcio e litiga per il governo che non c'è, in un alternarsi di reali maschere, tragiche e buffe insieme, le storie di Miracle e Layla ci riportano sul terreno della vita e della morte, senza sconto alcuno.

Miracle è il bimbo nato sulla nave Aquarius, attraccata al porto di Catania con 70 persone a bordo. Pesa 2.8 chilogrammi, è vispo, piange come tutti i neonati. Il bimbo e la madre, una donna soccorsa due giorni prima nel Mediterraneo, stanno bene. I suoi genitori erano in fuga dalla Libia. Come chiamarlo se non «miracle», Miracolo? Ha lottato come un leone per nascere, ce l'ha fatta. E' stata una danza della vita, allora, quella sul ponte della nave, di poveri derelitti in fuga da un Paese a pezzi, uomini e donne senza alcuna prospettiva se non quella, immediata, dell'esser vivi. E di un'altra vita piccina che nasce.

Layla, invece, è - era -  Layla al-Ghandour, la bebè di otto mesi divenuta il simbolo dell'orrore di Gaza. E' morta lo scorso 14 maggio durante i sanguinosi scontri  al confine con Israele. Ed ora un'indagine penale sta cercando di  stabilire le cause della morte, inizialmente attribuita all'utilizzo dei gas.

Guardiamo e riguardiamo le foto di Layla e Miracle. Destini contrapposti negli orrori del mondo, e pensiamo alla follia dell'uomo quando pigia il bottone della guerra. Ma anche al cuore grande di altri uomini che fanno di tutto per salvare una, almeno una vita altrimenti destinata neanche a nascere.

Ecco forse perchè sullo sfondo, nell'ultima, calda  domenica di maggio, appaiono infinitamente piccole tutte le altre vicende che la cronaca, di vario tipo, restituisce. Ci inchiniamo alla piccola vita che nasce e a quella, sempre piccola, che non c'è più. E ripensiamo a come siano diverse le lacrime della vita, sulla nave Aquarius, e quelle della morte, nel dramma di Gaza.
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«Si piange di piacer, come d'affanno» (Metastasio)
Lunedì 28 Maggio 2018, 01:05
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