Aldo Balestra

Mick e Michael
la felicità dolorosa

di Aldo Balestra
«Formula 3: Mick Schumacher vince titolo, è campione d'Europa» (Ansa 13 ottobre 2018, ore 17,23)
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Avrà capito? Speriamo sommessamente di sì, ma senza lasciarci vincere dalla morbosità di voler sapere, a tutti i costi, come stia ora. Se sì, se ha compreso, ci auguriamo pure che Michael Schumacher abbia potuto gioire accennando un sorriso, non sappiamo se ancora possibile nel suo corpo addormentato per i danni cerebrali causati dal gravissimo incidente sulle piste da sci di Meribel, nel 2013.

Qualsiasi padre, nel giorno del successo di un figlio, desidera essergli accanto. Figuriamoci se poi accade nella disciplina, in questo caso sportiva, in cui si è stati indiscussi protagonisti mondiali per tanto tempo.  Se Schumacher avesse potuto, allora, sarebbe stato lì, sulla pista di Hockenheim in Germania dove Mick, che gli somiglia come una goccia d'acqua, si è laureato campione europeo di Formula 3.

Avrebbe saltato di gioia ai piedi dello stesso podio dove era abituato a farlo da leader della spietata Formula Uno, l’avrebbe fatto stavolta con e per Mick, e con la moglie Corinna, e con la figlia Gina, esultando per l'incredibile primato del figliolo appena 19enne. Come fa un padre che ama la sua famiglia.

Un vero talento naturale, Mick. Di padre in figlio la dote della velocità estrema, nei geni le caratteristiche del vincitore. Il giovane campione di oggi aveva solo 14 anni quando il papà s'infortunò: indenne centinaia di volte nei bolidi da 300 all'ora, vittima di una rovinosa quanto banale caduta sugli sci. Mick, con la sorella Gina e la madre Corinna, dal 2013 è rimasto al fianco del’ex campionissimo della Ferrari, proteggendone tenacemente la privacy agli occhi del mondo, in un percorso che si spera coronato, alla fine, dal recupero quanto più ampio possibile. Aiutati dai soldi, certo, ma non piegati ad essi. Consapevoli che ci sono la vita e la morte, prima di tutto. Come in una qualsiasi famiglia dove ti succede un guaio, un guaio grosso. E impari ad affrontarlo giorno per giorno.

Ecco, ci piace allora provare a raccontare lo spaccato di questa famiglia miliardaria che sembrava invincibile e che ha dovuto reinventarsi oltre l'agiatezza economica costruita dalla straordinaria carriera di Michael, sette volte campione del mondo. Inchiodato in un letto, mentre il mondo fuori va avanti senza di lui, mentre i figli Mick e Gina (campionessa di reining a cavallo) si stanno facendo strada. Il cognome e i soldi indiscutibilmente t’aiutano ma, a certi  livelli, se non vali non vali.

Intanto iI pensiero di Gina, sul proprio profilo Instagram, è rimasto quello di una ragazza consapevole del grande dramma del padre gravemente infortunato: «C'è una sola felicità in questa vita, amare ed essere amati», scrive la ragazza, con l'hashtag #continuaacombattere. Puoi anche essere la figlia di Schumacher, ma papà è solo papà. E la vita resta in fondo, e meno male, uguale per tutti.
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«E' nulla l'esempio? Anzi è tutto. L'esempio è la scuola del genere umano; e a questa sola noi possiamo apprendere». (Burke)
Sabato 13 Ottobre 2018, 22:28
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