Aldo Balestra

Folli, eroi ed ex schiave
l'eterna lotta bene-male

di Aldo Balestra
«Riti voodoo, schiava a 16 anni»; «Le ex prostitute dal Papa: un dramma ignorato»
(Il Mattino, 15 febbraio 2018)

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Ci sono coincidenze (?) che ti scorrono davanti, che se ti fermi un attimo lasciano pensare.  Il bello e il brutto. Il paradiso e l'inferno. L'uno di fronte all'altro. Esistono nello stesso giorno, a volte quasi nello stesso momento. In una provincia come Caserta, a Milano o in Florida. E' come se ci fosse bisogno di precipitare giù, molto giù, per ricordarti che «altro» è sempre possibile, che la speranza di un mondo  che vada un po' meglio non è mai sconfitta. Allo stesso modo, è illusorio pensare che ciò che funziona, che è bello, che è esempio della parte migliore dell'uomo non abbia troppo spesso la disapprovazione, l'insidia, la minaccia, l'offesa, il danno gravissimo. Mai fermarsi, allora, pensando che tutto sia perduto. O che, al contrario, la sfida, tutte le sfide, siano (già) vinte  e che non si debba, invece, continuare a impegnarsi sempre, e di più.

Prendete quel che è successo nel mercoledì delle Ceneri sull'asse Castelvolturno-Città del Vaticano. Nell'inferno domiziano, sui suoi marciapiedi dove sono costrette a «battere» centinaia di ragazze di colore, gli investigatori scoprono un'altra storia dell'orrore, arrestando tre persone: una diciottenne, giunta due anni fa dall'Africa con la promessa di continuare gli studi, s'è invece ritrovata prostituta in stato di schiavitù sulla Domiziana, vittima di riti voodoo, tagli sul petto e sulle braccia da parte del santone. Perchè lei  - Cindy, l'ha ribattezzata Mary Liguori - era solo una macchina per far soldi: poteva «produrre» ai suoi aguzzini ben 15mila euro al mese, mica poco. Accade, accade. Da anni, e non  sembra possibile invertirte la rotta su quella strada che così bene Marco Ciriello racconta senza sconti in «Vangelo a benzina».

Accade pure nello stesso giorno, però, che le ex prostitute della Domiziana, salvate da Casa Rut, organizzazione animata da una suora gentile e forte come Rita Giarretta, che ospita queste vittime dando loro dignità e lavoro, vengano ricevute in Vaticano da Papa Francesco. Ascoltate, considerate, abbracciate. Le storie di Elizabeth, Ode, Josephine e Joy - raccontate sul Mattino da Nadia Verdile - sono storie di sofferenza, sfruttamento e schiavitù, diventate ora esempio di dedizione, cura, attenzione.
 
E se a Milano un ragazzo si getta sui binari della metropolitana e salva un bimbo di due anni, facciamo «ohhh» come i bambini. Un gesto normale, invece, come lo definisce lo stesso Lorenzo il «non eroe», che invece stupisce in questi tempi dove ognuno giudica «sufficiente», per essere buone persone, farsi i fatti propri. Nelle stesse ore, invece, dall'altra parte del mondo, in Florida, un ex studente sparava con un mitragliatore su allievi e professori della scuola, facendo una strage. Il folle in azione.

Si alternano sempre, bene e male. Ci sono giorni, come questi, in cui ce ne accorgiamo di più. Ed altri, tanti altri, in cui le cose procedono perfettamente allo stesso modo nel nostro disinteresse. Ci facciamo i fatti nostri, abbiamo paura, oppure c'indigniamo sulla tastiera come leoni, accusiamo gli altri indistintamente. Con una leggerezza insopportabile. E continuiamo ad essere quelli di prima. Altri, invece, incuranti di ogni contrarietà e minaccia, si ostinano a essere migliori, a fare per gli altri, ogni giorno, senza aspettare alcun tornaconto. Ma solo perchè è nell'essere umano rispettare la comunità, piccola o allargata, in cui vive, facendo la propria parte.

Il guaio è che non ci stupiamo più, sul serio, di una cosa che va bene, positiva. Magari non ne gioiamo neanche, figuriamoci a prenderne lezione. Ed invece, è proprio perchè esiste qualcosa di buono che possiamo essere certi che tutto ciò che è negativo non ci sopraffarà.
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"La gloria e l'amore del pubblico bene non accampano mai là dove comanda l'interesse"  - (Boiste)
Giovedì 15 Febbraio 2018, 17:06
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