Aldo Balestra

Sara, nell'addio
l'ultima schiacciata

di Aldo Balestra
«Pallavolo: mondo volley azzurro piange scomparsa Sara Anzanello» (Adn, 25 ottobre 2018, ore 18.26)
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Sperava sempre, perchè aveva imparato nel suo sport che si lotta fino all'ultimo punto, sull'ultimo pallone. Qualche giorno fa, guardando in tv le sue «eredi» della Nazionale Italiana mentre, in Giappone, conquistavano il titolo di vice-campionesse del mondo, aveva sperato che Paola e compagne potessero davvero vincere ancora l'oro. Ma aveva comunque esultato, Sara, per la piazza d'onore. L’ha fatto mentre si trovava in clinica, impegnata in una difficilissima partita, quella dell'aggravamento fatale a cinque anni dal trapianto di fegato.

Sara Anzanello, che con la maglia della Nazionale italiana di Volley aveva conquistato l'oro del 2002, se n'è andata lasciandoci sul profilo Instagram la foto di lei che mostra la prima pagina della Gazzetta dello Sport, il giorno dopo l'impresa giapponese delle compagne. Un modo per dire «sono accanto a voi», «ecco, ci sono anche io». Perchè il volley era la sua vita, comunque, pur avendo smesso da qualche anno per una malattia contratta proprio a margine della sua attività sportiva, che l'aveva portata a giocare in Azerbaijan. Lì era stata colpita da una devastante epatite, che aveva dato il via al suo calvario.

Ci sarà più d'un velo di tristezza, allora, tra le ragazze della Nazionale attese dal presidente Mattarella al Quirinale. Una come loro, una che tifava per loro, una che l'oro mondiale l'aveva vinto, non c'è più. Vogliamo ricordarla com'era, in una foto delle sue proverbiali schiacciate. E qui, di seguito, postiamo anche una foto di due pilastri della Nazionale di oggi, le nostre Myriam Silla e Paola Egonu. Le loro lacrime erano di gioia e commozione, in Giappone. E tali resteranno. Ma per un momento, attualizzando il tutto, immaginiamo che un pensiero per Sara correrà nell'animo delle Azzurre del volley e che lacrime si verseranno, di dolore, nel team italiano. Con la consapevolezza che vittoria e sconfitta, vita e morte si affrontano continuamente. E giocano senza risparmio l'ultima partita: una volta vince l'una, un'altra prevale - troppo presto come per Sara - l'altra.
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«Varia è la sorte, volubile e leggera: quel che veste il mattin spoglia la sera» (Apostolo Zeno, Don Chisciotte)
Giovedì 25 Ottobre 2018, 21:47
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