Marco Ciriello

533. Il libro dei giorni

di Marco Ciriello
Cees Nooteboom possiede la chiave per decifrare il mondo, se il premio Nobel non fosse diventato un premio inutile ci sarebbe da augurargli la vittoria. Di Nooteboom – in questa rubrica – parliamo da anni, è bravissimo a smontare e rimontare tutto quello che vede, passando da un cactus alla contrapposizione tra Borges e Gombrowicz senza smettere di affascinare. Per lui si possono scomodare W. G. Sebald e il nostro Aldo Buzzi per come riesce a immergersi in un contesto e a giocarci con paragoni e rimandi, creando storie dal nulla o quasi, e senza mai annoiare né cadere nella rassicurante serialità dei gialli italiani. Iperborea ha appena pubblicato “533. Il libro dei giorni” (traduzione di Fulvio Ferrari), il contesto è Minorca, in realtà c’è di tutto: dalle falene a Canetti. E la forza calma del poeta Nooteboom – non uno che canta alle presentazioni – sta nel vedere e masticare senza assillare il lettore, nel percorso tra una pietra e un gigante della letteratura o un insetto. Nei suoi salti c’è la capacità di combattere la morte con la bellezza del racconto, perché è nelle distrazioni che sta la grandezza letteraria.
Sabato 31 Agosto 2019, 23:34
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