Marco Ciriello

Il fantasma della memoria

di Marco Ciriello
L’opera di W. G. Sebald rappresenta una delle poche vette della scrittura del secondo Novecento: ogni suo libro è straordinario, come straordinario è il lavoro che c’è dietro, la ricerca, l’isolamento, il progetto di seguire la rovina delle cose, la costruzione e poi la distruzione, in tre parole: memoria, esilio e morte. Se non avete mai letto Sebald lasciate quello che state leggendo e andate a cercarlo, se lo avete letto e ne siete – giustamente – rimasti affascinati, affezionandovi al suo disciplinato vagabondare per l’Europa, andando dietro le sue realizzazioni, il suo meraviglioso montaggio di dettagli, tanto che ogni suo indefinibile libro sembra un mandala che non si è – ancora – distrutto, allora dovete leggere “Il fantasma della memoria” (Treccani) a cura di Lynne Sharon Schwartz, perché oltre diversi saggi, ci sono le interviste a Sebald e molte dritte per capire come pensava, come organizzava il lavoro, come sceglieva le storie e come le metteva insieme. Tutto quello che avreste voluto sapere o quasi c’è, e ve lo dice lui.
Giovedì 3 Ottobre 2019, 16:08
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