Marco Ciriello
HERZOG di
Marco Ciriello

L’idioma di Casilda Moreira

Sabato 16 Febbraio 2019
Adrian N. Bravi, scrittore argentino di lingua italiana, da anni lavora sull’immaginazione ampliando vicende quasi reali, sta nel campo del veritiero e fuori dal Palazzo della narrativa italiana, dalla sua noia. Ha la fortuna di avere un paese alle spalle (non dimenticato: l’Argentina) e il nostro davanti, e nell’unione dei due paesi riesce a scrivere libri dispari: usando le storie di ieri, la forza primitiva della Terra del fuoco, e la nostra lingua. Non è un caso che il suo ultimo romanzo “L’idioma di Casilda Moreira” (Exòrma Edizioni) si apra con una citazione di Ricardo Piglia, singolarissimo scrittore argentino, a rimarcare l’uscita dai ranghi. Bravi ha scritto un libro sull’amore per le lingue, soprattutto quelle sperdute, ultime, inutili, secondo i canoni del capitalismo, dove gli unici due esseri rimasti a parlare un’antica lingua che si credeva scomparsa – l’idioma degli indios günün a küna – Bartolo e Casilda: non si rivolgono la parola per via di una lite amorosa. A tentare il recupero e lo studio, va a Kahualkan, un ragazzo, Annibale, allievo del professor Montefiori, una specie di Eco stanco. Il resto è un libro-madrigale, riuscitissimo.  Ultimo aggiornamento: 12:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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