Marco Ciriello
HERZOG di
Marco Ciriello

L’oppio del popolo

Venerdì 17 Gennaio 2020
La cultura come “un campo di battaglia ancora possibile, ma fuori da ogni illusione di vittoria”, fatto da spazi di minoranza e senza calcolo, dice Goffredo Fofi (Oscar alla carriera per la critica, maestro per molti, voce da ascoltare, uno col quale è bello litigare ed essere in disaccordo) in un libro-manifesto: “L’oppio del popolo” (elèuthera). C’è il contesto e i danni:  quello che critichiamo da anni da questa rubrica, la cultura come strumento di distruzione – e pensare che basterebbe un apostrofo, che poi è il lavoro della critica –; e c’è anche la storia fofiana – libri e riviste – un lungo elenco di possibilità perdute, di assalti mancati, e un metodo: una libertà (molto ideologica che spesso ha portato a qualche fosso) di indagine e uno sguardo penetrante sostenuto da una scrittura forte, anche se sempre poco persuasiva. Non poteva – e forse non doveva – che essere che così, è per questo che le pagine di Fofi – soprattutto quelle che non ci piacciono – sono fondamentali, perché testimoniano una lateralità critica di cui si sta perdendo la memoria e l’insegnamento. Il libro è un modo per ripartire, una solida base per riscoprire il grande lavoro intellettuale di Fofi che abbraccia cinquant’anni e fischia di cinema e letteratura, una nuova possibilità.  Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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