Marco Ciriello
HERZOG di
Marco Ciriello

La sedia di Bukowski

Venerdì 11 Ottobre 2013
«Chiamo questo luogo una “bolla di miracolo”» dice Alessandro Baricco presentando la nuova Scuola Holden. Aule disegnate da Dante Ferretti e Renzo Piano, banchi che traggono ispirazione dalle chiese anglicane, Ipad per tutti, e poi lo spazio museo General Store, «Qui insegniamo che lo straordinario esiste». E per farlo tutti i corsi sono in inglese. «Insegniamo mestieri che danno occupazione. Reale. Per questo abbiamo aggiunto i corsi di Cross Media, Real World, Series». Io non lo so se questo è il modo di combattere i barbari, di assecondarli o se il barbaro è Baricco, quello che so è che leggendo questa intervista, mi cala automaticamente il mondo che è stato la mia scuola: i romanzi russi, e con loro una frase di Puškin: «Descrivi, e non fare il furbo», e dopo mi cala l’altro mondo che è stata la mia scuola successiva, i romanzi americani, e Charles Bukowski: «per scrivere servono due cose: una macchina da scrivere, e una sedia. Delle volte è difficile trovare la sedia». 

Ultimo aggiornamento: 18:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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