Marco Ciriello

Lettere a James Joyce

di Marco Ciriello
Fin dal dicembre 1913 – quando comincia la loro corrispondenza – Ezra Pound avrà slanci verso James Joyce, lo aiuterà e incoraggerà, in un modo che oggi è impossibile ritrovare nel mondo delle lettere: tutto comincia con una antologia di poesie e racconti e poi durerà fino alla soglia degli anni Quaranta. Ora tutta le spinte di Pound verso Joyce, sono raccolte in un libro che scavalca il tempo, raccoglie l’epica, e ci restituisce la voce del più grande poeta del Novecento: “Lettere a James Joyce” (il Saggiatore, a cura di Forrest Read, prefazione di Enrico Terrinoni e traduzione di Antonio Bibbò). “Sono un uomo di buona volontà, e non ho idea se potrò essere io di qualche aiuto a lei – o lei a me”. Alla fine sarà Pound quello che si spenderà di più anche quando Joyce avrà scritto l’“Ulisse”, perché l’irlandese è un saltimbanco e ha sempre bisogno di aiuto, ma ha anche molta ironia come quando gli scrive: «Che i 17 diavoli si prendano Muscoloni e gli Alibiscindi! Perché non fanno Pound comandante in capo dei Bagonghi e non eleggono me Negus di Amblyopia?». Già, perché non è successo?
Venerdì 16 Agosto 2019, 00:43
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