P. Treccagnoli
L'ARCINAPOLETANO di
P. Treccagnoli

Il Regno di Foggia

Sabato 26 Aprile 2014
Quando Carlo I d'Angiò ebbe finalmente ragione della resistenza sveva affrontò la scelta della capitale del regno appena conquistato. Nel XIII secolo non esisteva una tradizione che stabilisse una città o un'altra come centro stabile del governo, come capitale. Forse solo a Roma, in quanto sede del Papa, si imponeva questo ruolo. Non ci fu nessun atto ufficiale che eleggesse Napoli a capitale del nuovo regno angioino che aveva vasti possedimenti anche nel sud della Francia e rivendicazioni varie in altre parti d'Europa e del Mediterraneo. 

Si decise di escludere, come sede del governo, la città di Palermo che era stata la "capitale" normanno-sveva per ovvie ragioni di discontuinità e di sicurezza e si optò per una sede che fosse vicina alla Curia romana. Del resto, era stato il papa a volere gli Angiò sul trono del Sud, che per secoli si continuò a chiamare Regno di Sicilia, nonostante che l'isola, con i Vespri, si fosse staccata dal resto continentale del dominio angioino. 

Carlo I era, quindi, molto incerto sulla scelta di una "capitale". Napoli non lo convinceva. Fece un po' il pari e il dispari con Foggia. Sì, proprio con l'attuale modesto capoluogo della Capitanata. Allora la Puglia era la regione meridionale più vivace ed avanzata, aperta sullo Ionio e l'Adriatico e quindi verso zone di possibile espansione per la dinastia che poi effettivamente si allargò in Ungheria (che allora comprendeva buona parte dell'attuale Croazia).

Poi prevalsero altri ragionamenti. Tre, principalmente. La parte settentrionale della Puglia aveva ancora forti sacche di resistenza sveva e ghibellina. Foggia, ed era il secondo punto, non aveva uno sbocco sul mare. Il terzo punto, decisivo, era la posizione tirrenica di Napoli che rendeva più facili le comunciazioni marittime con il Sud della Francia.

E così fu Napoli.

La Storia non si fa con i se. Ma provate comunque a immaginare l'evoluzione del Mezzogiono con Foggia capitale e con il suo baricentro tutto spostato a est. Che cosa sarebbe diventata Napoli? Forse una semplice città di provincia, magari capace di esaltare le sue bellezze senza gli onori e gli oneri di una capitale. Oppure la sua sarebbe stata soltanto una tranquilla e sonnacchiosa storia all'ombra impetuosa del Vesuvio. Tutti i guai se li sarebbe presi Foggia. 

Provate a immaginare.
Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA