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TikTok e i social, mezzi pericolosi che si guidano senza patente

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Andrea Andrei

Non c'è un solo aspetto della tragedia della piccola Antonella, morta giovedì a Palermo per partecipare alla Blackout challenge, una sfida di soffocamento su TikTok, che non sia sconvolgente. È sconvolgente che sia capitato a una bambina di dieci anni. È sconvolgente che non sia la prima volta che accade qualcosa di simile. Sono sconvolgenti le parole del papà: «Voleva essere la regina, la star di TikTok e c'è riuscita».

Eppure, in tutta questa storia, c'è un aspetto che non dovrebbe sconvolgerci affatto. Perché che la rete, di cui i social network sono l'espressione più complessa, possa nascondere mille insidie per i più piccoli, lo abbiamo sentito dire letteralmente in tutte le lingue. Tutti sappiamo quanto sia utile l'automobile, e sappiamo anche quanto possa essere pericolosa se utilizzata con imprudenza. Per questo la patente si dà ai maggiorenni: non perché i minorenni siano incapaci di guidare, ma perché non sono abbastanza strutturati per assumersi la responsabilità dell'uso di un mezzo potenzialmente letale. Lo smartphone e i social sono strumenti prodigiosi, ma che i più piccoli non dovrebbero usare, perché le conseguenze della condivisione di una foto o appunto di uno stupido gioco per guadagnare like possono essere devastanti. Ecco, forse, la cosa che sconvolge di più: pensare a quanti ragazzini, nel mondo, guidano le macchine dei social senza patente.


andrea.andrei@ilmessaggero.it

Ultimo aggiornamento: 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA