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Maria Pirro
PRONTOSOCCORSO di
Maria Pirro

«Assenteisti non solo al Loreto Mare
porre fine alla disorganizzazione»

Venerdì 24 Febbraio 2017 di Maria Pirro
Una nuova inchiesta sugli assenteisti in ospedale si aggiunge a quelle precedenti dei magistrati, dal Ruggi al Cardarelli, avviate in Campania. I carabinieri del Nas hanno appena eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di 55 dipendenti del Loreto Mare, presidio dell'Asl Napoli 1 Centro. Tra i destinatari del provvedimento: un neurologo, un ginecologo, nove tecnici di radiologia, diciotto infermieri professionali, sei impiegati amministrativi, nove tecnici manutentori e undici operatori sociosanitari al lavoro in una struttura sanitaria già in crisi proprio a causa delle carenze di personale.

Ma gli indagati sono anche di più: 94 protagonisti di «migliaia di episodi», scoperti grazie alle telecamere nascoste installate nei pressi delle macchinette marcatempo e ad altri accertamenti che hanno portato l'accusa a sostenere che un chirurgo abbia addirittura abbandonato i pazienti per andare a giocare a tennis o a fare acquisti dal gioielliere.

Gli ultimi riscontri sul fenomeno sostengono, per la verità, l'allarme che il presidente della Corte dei Conti regionale, Michael Sciascia, all'inaugurazione dell'anno giudiziario ha già lanciato per sollecitare contromisure, più che contro quanti sono già sotto inchiesta, affinché - «una volta adottati i provvedimenti disciplinari dedotti, quali il licenziamento e la sospensione dalle mansioni» - non si protragga «lo stato di disorganizzazione».

Il monito è rivolto ad Asl e ospedali che sono chiamati a garantire servizi sanitari, «e soprattutto cure»:  in «qualunque momento» devono poter garantire l’assistenza necessaria all'ammalato. «In quest’ottica - si legge in un passaggio più tecnico della relazione - l’assenteismo fraudolento - non diversamente dalla mancanza di capacità manageriali di dirigenti ospedalieri specie nelle situazioni di emergenza - determina ex se “un danno da disfunzione organizzativa che ricade anche sull’utente del servizio pubblico”, che quindi è erogato in maniera solo “apparente” o, comunque, “desostanziato”». 
 
Strategie diverse, insomma, vanno adottate nel presente. Per evitare un «disservizio futuro». E se tra i colleghi degli assenteisti - ma anche quelli che avrebbero dovuto controllare, stando alla ricostruzione investigativa del Nas -, c'è chi chiude gli occhi, per egoismo o necessità, il paziente e il loro familiari hanno tutto l'interesse e, certamente, la voglia di contrastare quei comportamenti che li costringono a un ingiusto quanto terribile calvario.

Ma, per consentire loro di vigilare, occorre rendere identificabili tutti gli operatori sanitari al lavoro, obbligandoli a esporre sul camice il cartellino con il loro nome e cognome, e affiggere davanti a ogni reparto l'elenco del personale di turno, precisando esattamente gli orari. «Secondo me si può fare, anche perché le presenze del Cardarelli, ma sono certo che è così anche per altre aziende, sono gestite da software  e quindi non è un problema rilevare tali informazioni. Da verificare gli aspetti sulla privacy (ma basterebbe anche un codice, ndr)», ragiona il manager del più grande ospedale del Sud, Ciro Verdoliva, che questa mattina agli altri direttori generali della sanità ha anche proposto di adottare un budge con le impronte digitali come fatto dal Ruggi di Salerno dopo il clamore delle indagini sul caso. «Anche al Cardarelli, a seguito di una mia denuncia di dicembre 2015, è scattata un'inchiesta che ha travolto quasi tutti gli operatori al centralino, indagati a piede libero e trasferiti in altri servizi: il call center oggi è garantito con un risponditore automatico. Ma il Loreto Mare è la punta di un fenomeno più ampio, ed è bene che arrivino questi segnali anche per i dipendenti onesti, che restano la maggioranza», aggiunge Verdolina.

Per questo serve una soluzione semplice, ma indispensabile, a giudicare dai dati del blitz al Loreto Mare, delle riflessioni degli stessi addetti ai lavori e dalle conclusioni del magistrato contabile che definisce il mancato rispetto dell’orario di servizio un «fenomeno molto generalizzato», proprio «a causa di scarsi controlli». Nel mirino «numerose Aziende sanitarie e ospedaliere», e altri enti, come i Comuni, al centro di un'altra inchiesta, quasi conclusa, che ipotizza «ingenti danni erariali». Anche questi, sulla pelle della gente.
 


  Ultimo aggiornamento: 16:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA