Maria Pirro

«La violenza è sempre più diffusa, utile avere le telecamere in classe»

di Maria Pirro
La violenza come epidemia: «Le maestre e gli altri operatori che lavorano a contatto con bambini e adolescenti sono più irritabili e controllano meno gli impulsi rispetto al passato. Questi comportamenti sono particolarmente diffusi», dice Alessandra Graziottin, medico e psicoterapeuta.
Perché tanta aggressività?
«Dipende dal carattere, ma anche da altri fattori. Tre i principali».
Quali?
«I ritmi di vita frenetici, innanzitutto: dormiamo in media 1-2 ore in meno dei nostri nonni. La carenza di sonno aumenta impulsività e irritabilità».
E poi?
«Purtroppo, moltissime persone hanno la sindrome dello spazio confinato: vivono in case più piccole, si spostano in auto o con i mezzi pubblici e si rinchiudono nei luoghi di lavoro. Ciò non consente loro di scaricare tensioni con l'attività fisica».
Antidoti?
«Per ridurre aggressività, rabbia, ansia, è necessario dormire 8 ore e almeno camminare a passo svelto per 30-40 minuti».
Qual è il terzo fattore?
«È il respiro non corretto: il nostro è toracico anziché diaframmatico, detto del Buddha proprio perché aiuta a restare calmi e stimola il cervello a tenere bassi pressione, andrenalina e cortisolo».
Così l'«epidemia» colpisce addirittura le maestre d'asilo, ieri tre sono state arrestate.
«Chi ha una responsabilità educativa deve avere un controllo degli istinti superiore agli altri, come chi lavora con le persone più fragili, gli anziani e i malati».
Cosa propone?
«A monte occorre un monitoraggio del personale scolastico e sanitario: al momento dell'assunzione, bisogna considerare non solo i titoli di studio, ma soprattutto le competenze emotive, ovvero la capacità di sintonizzarsi con i bisogni degli altri. Sin dalla formazione, serve attenzione per quei comportamenti non verbali, come il respiro, che aiutano a creare un ambiente sereno».
Può bastare?
«Se non più in grado di controllare gli impulsi aggressivi, le stesse maestre dovrebbero chiedere un periodo di aspettativa. Ma anche i presidi dovrebbero provvedere ai controlli. E, se non sufficienti, meglio installare le telecamere in classe: a mali estremi, estremi rimedi. L'aggressività non è accettabile e giustificabile, causa danni permanenti».
La «scuola di violenza», che si vede nei video della polizia che ha eseguito i tre arresti a Vercelli, che tipo di danni provoca nei bambini?
«Una sindrome post-traumatica da stress, l'aumento di ansia e, peggio, può portare la vittima a identificarsi con l'aggressore ed emulare questi comportamenti violenti».
Venerdì 24 Novembre 2017, 00:00
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