Maria Pirro
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Maria Pirro

Cancro, diagnosi e cura su misura

Lunedì 9 Dicembre 2019
Cancro nel mirino, la terapia è di precisione. Così il Pascale, tra i primi istituti in Europa ad avere introdotto tecnologie Ngs, studia le mutazioni cellulari e personalizza le cure: la ricerca di laboratorio è strettamente collegata alla sperimentazione clinica. In particolare, la biopsia liquida al polmone, che analizza il Dna rilasciato dai tumori, permette di identificare biomarcatori che danno informazioni sulla natura della patologia, la prognosi e le probabilità di guarigione. Ma il trattamento è personalizzato anche per il melanoma, grazie a sempre nuove sperimentazioni di immunoterapia oncologica, e per problemi renali, che sono tra i più complessi.

Occasione per fare il punto sulle novità, il 61esimo congresso della Società italiana di cancerologia, organizzato da Nicola Normanno (appena eletto presidente), direttore del dipartimento di ricerca traslazionale dell'istituto tumori di Napoli. Al centro «L'oncologia di precisione, dal mito alla realtà», questo il titolo scelto per i lavori con l'obiettivo di sottolineare che il nuovo approccio clinico, che prevede diagnosi e terapia mirate per ogni singolo caso, fa ormai della gestione quotidiana nelle strutture d'avanguardia. Difatti, sempre più pazienti ricevono test per la caratterizzazione genetica e molecolare della neoplasia, che consentono poi la somministrazione dei farmaci più efficaci contro la malattia.

«Si tratta - spiega Normanno - di un successo della ricerca di laboratorio, che ha scoperto i punti deboli dei tumori e sviluppato farmaci adeguati a colpirli, successivamente validati dai medici nelle sperimentazioni». I tre giorni di lavori congressuali, seguiti da oltre 300 delegati e relatori italiani e stranieri, sono stati anche l'occasione per fare il punto sui possibili sviluppi. Con Jean Claude Zenklusen, direttore del consorzio americano che ha sequenziato tutti i tumori umani (Tcga), consentendo di individuare nuove classificazioni su base molecolare della maggior parte, in modo da definire meglio la diagnosi e, soprattutto, individuare la terapia più adeguata per ciascun ammalato. Zenklusen ha illustrato i nuovi progetti del consorzio americano che sta sviluppando anche kit diagnostici.

Quanto alle alterazioni di natura epigenetica, ovvero modifiche nella espressione o attività di proteine non legate a mutazioni di geni, Lucia Altucci, dell'Università Vanvitelli, e Manel Esteller, di Barcellona, hanno presentato altre evidenze a sostegno dell'impiego di questi biomarcatori. Ospite speciale del congresso, Antoni Ribas di Los Angeles, esperto di immunoterapia e presidente eletto della American association for cancer research, che ha indicato una ulteriore frontiera: combinare cioè i farmaci attualmente disponibili con approcci di ingegneria genetica in modo da aumentare la reazione delle cellule immunitarie e neutralizzare il tumore. Ultimo aggiornamento: 20:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA