Maria Pirro
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Ospedale San Paolo, dopo 10 anni di attesa c'è il centro per diventare madri

Mercoledì 4 Dicembre 2019 di Maria Pirro
Altro che nove mesi. L'attesa per diventare madri con la fecondazione assistita è durata quasi dieci anni, e non è stata affatto dolce per quelle donne in lista all'ospedale San Paolo di Fuorigrotta. In 700 hanno aspettato invano, dal momento della prenotazione fino a quando anche l'elenco è stato cancellato, e hanno pianto e hanno protestato, ma mai apertamente, perché di questi argomenti è stato sempre difficile parlarne. E, probabilmente, le aspiranti mamme hanno chiesto aiuto in un centro privato, a pagamento, nelle altre regioni e all'estero. La Spagna come meta nella ricerca di un luogo ove poter fermare una clessidra capovolta, il tempo che porta via, giorno dopo giorno, granelli di speranza e probabilità di restare incinta.


Quello dell'Asl Napoli 1 Centro è stato per tutte il «reparto dei bimbi mai nati»: bloccato dal 2010, anno della sospensione dell'attività per consentire di trasferire personale e attrezzature al San Paolo dal San Giovanni Bosco, dopo un blitz dei carabinieri del Nas in quest'ultimo presidio. Quindi, i lavori di adeguamento dei locali al secondo piano, poi interrotti e più volte ripresi e affidati nel corso degli anni a varie ditte. E il via-vai dei medici, almeno fino a questo mese. Perché anche l'Asl di Napoli ora ha il suo centro di medicina della riproduzione per accogliere le donne (ma è più giusto dire le coppie) con problemi di infertilità: napoletane, campane e residenti in altre regioni (unico limite, l'età: massimo 45 anni). Voluta dal manager Ciro Verdoliva e sostenuta dal direttore sanitario del presidio Nunzio Quinto, questa struttura fa parte della ginecologia e ostetricia diretta da Luigi Terracciano. Per prenotare una visita tramite il Cup, basta la prescrizione medica. E, questa volta, non c'è attesa perché il servizio è ai nastri di partenza.

La valutazione in ambulatorio, iniziata lo scorso 4 novembre e prevista ogni lunedì e giovedì, consente di programmare i vari esami e indirizzare le pazienti. Sono infatti diversi i trattamenti di fecondazione assistita possibili: con tecniche di primo livello, come l'inseminazione intrauterina, e tecniche di secondo livello, come l'Icsi (in questo caso, l'obiettivo è effettuare 250 cicli all'anno). I costi? Si paga solo il ticket regionale. E, nell'ospedale, è previsto anche il sostegno di uno psicologo, figura spesso trascurata ma fondamentale durante questi percorsi. Senza trascurare che ci sono anche strade alternative per diventare genitori, come l'adozione di bimbi di altri Paesi. Strade che possono portare lontano e avvicinare cuori già formati.

Per saperne di più:
La relazione parlamentare con la mappa dei centri
La procreazione medicalmente assistita nel mondo
Il sito web dell'Asl Napoli 1 Centro Ultimo aggiornamento: 20:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA