Maria Pirro
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Maria Pirro

Glossario delle emozioni nascoste ai tempi dei social (e del Covid)

Lunedì 2 Novembre 2020

Un ragazzino è volato giù dal balcone dopo aver lasciato ai genitori un messaggio finito al centro di un'inchiesta giudiziaria; un altro è stato salvato da una amica che ha letto il suo sfogo sui social e ha avvisato la polizia. E, con le lezioni scolastiche esclusivamente a distanza in Campania, aumentano le ore che gli adolescenti passano al computer, sperimentando una nuova socialità mediata dallo schermo. Ma, per tutti, Facebook e gli altri network si intrecciano con aspetti fondamentali dello sviluppo come la ricerca di sé, la costruzione dell'identità, il confronto tra pari, l'autostima. Di questo si occupa «Psicologia di Instagram» (Edizioni San Paolo), il libro scritto da Giuseppe Riva, ordinario dell'Università Cattolica e presidente dell'associazione internazionale di CiberPsicologia, e dalla ricercatrice Clelia Malinghetti, per aiutare i genitori a orientarsi, metterli in guardia dai rischi della Rete, favorire il dialogo in famiglia. Formulare un glossario è il modo per iniziare a comprendere insieme le emozioni nascoste.

Amici online non sempre sono veri, spesso non sono nemmeno conoscenti: rappresentano identità possibili per decidere cosa si vuol essere e cosa si vuol fare e a posizionarsi attraverso il confronto sociale. Ma la versione è virtuale e dunque spesso irrealistica, modificata e filtrata. Condividere l'uso dei social, ovvero porre domande senza giudicare è il modo migliore per comprendere e monitorare l'attività dei figli. Tre quesiti, in particolare, aiutano ad aumentare la competenza emotivo relazionale: chiedere perché si sta pubblicando una storia, a chi si sta pensando durante l'ideazione, quali si ritiene siano le reazioni dei follower per quel contenuto.

Iscrizione ai social: secondo le recenti norme europee, gli adolescenti tra i 13 e i 15 anni devono ottenere il consenso dei genitori per avere un proprio profilo. Sotto i 13 anni non dovrebbe essere proprio possibile accedere (16 per WhatsApp). Ma basta indicare una falsa data di nascita o creare una finta mail per aggirare la regola, e in tanti lo fanno con il benestare dei genitori. Ma così si dimostra loro che barare non è un problema e involontariamente li si espone a un maggiore livello di ansia e stress certificato da diversi studi scientifici. Il consiglio è quello di segnalare l'età effettiva, atto che porterà alla cancellazione automatica dell'account.
Emozioni come ansia, imbarazzo, noia, invidia, nostalgia si vedono poco on line ma sono fondamentali per la gestione della vita quotidiana. Fare elenchi indicando propri pregi e difetti di sé e di una persona che si ama e si stima consente di riflettere sul perché si ha la sensazione di essere inadeguati e aiuta ad aumentare l'autostima.

Luoghi, la mente è in grado di riconoscerli: servono per costruire una storia comune. Quelli virtuali rendono l'adolescente meno capace di gestire le proprie emozioni e di riconoscere quelle degli altri, innanzitutto perché è facile non essere sinceri.

Mi piace con i commenti si mette direttamente in relazione la propria soggettività con quella degli altri componenti della rete. È uno dei fattori che può minare l'autostima degli adolescenti e portare a forme di isolamento sociale (per questo Instagram ha cancellato il conteggio).
Relazione, trasformata dai social network in un nuovo spazio sociale che unisce irreversibilmente online e offline.

Personalità digitale, indica un doppio o un sosia. Ma resta visibile anche se il soggetto è nel frattempo cambiato e in quei contenuti non si riconosce più. Per questo, occorre fare attenzione prima di lasciare tracce di sé nella Rete.

Ultimo aggiornamento: 11:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA