QUI MONTECITORIO di

Zingaretti, le dimissioni,
i motivi e la strada
senza uscita del Pd

Venerdì 5 Marzo 2021 di Marco Conti

ROMA Un segretario che dice di vergognarsi del suo partito non dovrebbe avere altre occasioni per restare al suo posto. Ed in effetti così sembra essere visto che i vari leader del Pd si stanno in queste ore consultando per trovare un traghettatore da qui al congresso autunnale.

D’altra parte in assemblea nazionale la sinistra che ha eletto a suo tempo Nicola Zingaretti alla segreteria potrebbe non avere più neppure i numeri per tentare una clamorosa riconferma. Certamente la composizione del governo non è stata una cosa semplice e Zingaretti è stato costretto a scontentare molti anche perché Pd, M5S e Iv - che sorreggevano il Conte2 - hanno dovuto fare spazio a esponenti di Lega e FI. Ha però sorpreso, e scontentato, la scelta di lasciare a piedi un paio di sottosegretarie per far spazio ad Alessandra Sartore. Questa è davvero una questione di poltrone, visto che l’assessorato della Sartore in regione Lazio serve per far entrare i Cinquestelle in giunta.

Se poi lo scontro in corso si proietta anche in vista delle elezioni politiche che potrebbero esserci a scadenza, o subito dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, si comprende che anche in questo caso di poltrone si tratta. 

Resta il fatto che il Pd di Zingaretti, dopo aver subito la caduta del governo Conte2, non è riuscito ad interpretare la nuova fase arrivando, paradossalmente, a consegnare il nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi al centrodestra di Lega e FI. Non solo, la scelta di Giuseppe Conte di mettersi alla guida del M5S, partito “liberale ed europeista come dice Luigi Di Maio, sta dando una forza inattesa ai grillini. La nascita di una nuova forza politica, composta dall’ala dura del Movimento, stringe ancor più il Pd che rischia di ritrovarsi tra qualche mese strangolato a sinistra dal Movimento di Casaleggio e Dibba - che potrebbe fagocitare sia Leu che Sinistra Italiana - e a destra dalla leadership di Conte.

Aver posto il Pd in una strada senza uscita è per molti il vero motivo che ha spinto Zingaretti a dimettersi lasciando al successore il compito di rifar prendere quota ad un partito che resta inchiodato al 18% del 2018.

 

Ultimo aggiornamento: 15:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI ULTIMI POST

Leggi tutti