Daniela De Crescenzo

Alla scoperta di Palazzo Reale con una guida doc

di Daniela De Crescenzo
La storia del Palazzo Reale di Napoli (Piazza del Plebiscito 1) è lunga e ricca di colpi di scena. Simbolo stesso del potere, fu adattato secolo dopo secolo alle esigenze dei conquistatori del momento. Acquisendo nuovi spazi, creando giardini, abbattendo edifici, gli architetti che lavorarono alla realizzazione dell’edificio contribuirono nei secoli a dare sempre nuovi volti a uno dei quartieri più frequentati della città: Chiaia, sospesa tra il mare e il Centro Storico.
 


Per VediNapoli, Wanda Selis, guida turistica abilitata della Regione Campania, presenta il monumento e ne traccia un itinerario.

La storia

Furono il viceré Fernando Ruiz de Castro e la viceregina Caterina Zunica e Sandoval a decidere di costruire la propria residenza accanto a quella realizzata a metà del 1500 per ospitare i delegati del Re di Spagna, dal 1503 padrone di Napoli e dell’Intero Mezzogiorno.
La decisione era legata all’attesa di un ospite illustre: Filippo III d’Asburgo, che però non arrivò mai in città. E così il Palazzo è l’ennesimo emblema di una città eternamente pronta ad accogliere un uomo del destino pronto a schivare l’appuntamento.
Ma alla fine del sedicesimo secolo questa storia era in gran parte ancora da scrivere e il progetto per la nuova residenza dell’ultimo conquistatore partì in gran fretta e con grande impiego di risorse, tanto che il progetto fu affidato all’architetto più in voga in quel momento: Domenico Fontana.
Nel 1600 si aprì il cantiere in quella che allora era chiamata Piazza San Luigi e che adesso è Piazza Plebiscito e il progetto, ispirato allo stile tardo rinascimentale, fu consegnato nel 1604. Fontana aveva collocato al primo piano gli appartamenti del Vice Re e della moglie e aveva deciso di farli affacciare su un ampio piazzale che avrebbe dovuto accogliere le parate militari e le adunanze popolari e di realizzare un ampio porticato che avrebbe dovuto permettere la sosta al coperto dei sudditi, ma successivamente gli archi furono murati e il popolo restò allo scoperto.
Nel 1607, alla morte di Fontana, i lavori furono affidati al figlio e andarono avanti praticamente senza interruzione per quasi due secoli con successivi ampliamenti ed abbellimenti. 
Infatti quando nel 1734 la città fu conquistata da Carlo di Borbone e tornò a essere una capitale il palazzo divenne residenza Reale e fu allargato con quelli che furono chiamati Appartamento del Maggiordomo e Appartamento per i Reali Principi. Furono creati anche i bellissimi giardini pensili e il Teatrino di Corte.

Nel 1837 un incendio distrusse l’Appartamento della Regina Madre e si rese  necessario l’ennesimo intervento affidato a Gaetao Genovese che ampliò ancora il Palazzo abbattendo l’entica residenza vicereale e realizzando così l’attuale piazza Trieste e Trento,  creando i locali che attualmente ospitano la Biblioteca Nazionale e realizzando lo scalone d’onore. 

Da non perdere

Lo Scalone d’Onore, disegnato da Genovese dopo l’incendio del 1858, che si apre in una sala rivestita da marmi provenienti dalle più importanti cave del Regno delle Due Sicilie.

Il presepe del banco di Napoli

E’ ricco di 210 pastori. Molti sono attribuiti ad artisti molto noti, tra gli altri Giuseppe San Martino,  autore del Cristo Velato della Cappella Sansevero

La Cappella Reale 

Dedicata alla Madonna dell’Assunta fu realizzata da Antonio Picchiatti. Al centro del soffitto da notare il dipinto ad olio su tela di Domenico Morelli.

La Stanza della Regina

Da notare sulla parete nord i due dipinti di Andrea Vaccaro.

Il Teatrino di Corte

Nel 1943 una bomba ne sfondò il soffitto. L’intero ambiente ha subito notevoli danni ed è stato ricostruito a più riprese nel dopoguerra. Fu realizzato a metà del Settecento quando Ferdinando I delle Due Sicilie sposò Maria Carolina d’Austria.  Qui nel 1799 fu proclamata la Repubblica napoletana

La Sala del Trono

Al suo interno il re teneva le udienze. Sul trono campeggia un un baldacchino con cielo rosso vellutato e un dipinto del Settecento mostra Carlo di Borbone, re di Spagna, che abdica in favore di Ferdinando IV nel 1759.

Orari e prezzi delle visite

Si entra dalle 9 alle  20,  ma  la biglietteria chiude alle 19. É  chiuso ogni mercoledi, a Natale, Capodanno, 1 Maggio, Ferragosto, tranne aperture straordinarie.

Biglietto intero 4 euro per i visitatori con età superiore ai 24 anni, ridotto
3 euro; ingresso gratuito per i cittadini europei di età compresa tra 18-24 anni muniti di documento.
Sito web: palazzorealenapoli.it.

 
Venerdì 27 Ottobre 2017, 15:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA



QUICKMAP