Daniela De Crescenzo

Dal metrò alle Vele, tutte le tappe
del trip della 'A67 di Scampia

di Daniela De Crescenzo
Si possono visitare i musei, si possono ammirare i monumenti, ci si può perdere nei panorami, ma a Napoli si possono anche, e forse soprattutto, scoprire delle magnifiche storie. Così anche Scampia, che è geograficamente lontana dai luoghi dell’arte, diventa meta di un tour ideato per napoletani e turisti. L’iniziativa di Daniele Sanzone, leader della band’A 67,  e di Ciro Corona, uno dei motori delle Officine della Cultura, è stata sponsorizzata dal Comune di Napoli.  Quello proposto, è un viaggio “dentro le storie del quartiere e fuori dagli stereotipi che hanno cristallizzato Scampia nell’immagine di un assoluto negativo”, come spiegano gli organizzatori. E invece, il rione che per anni è stato indicato solo con il numero della legge di edilizia popolare che lo finanziò, 167, non è solo Vele e piazze di spaccio, ma anche molto altro. È, soprattutto, la voglia di vivere e di cambiare dei suoi abitanti e, infatti, il tour si propone di far conoscere le esperienze più interessanti tra quelle che ormai da anni animano il quartiere. 

Sono previste due formule di viaggio: con o senza pranzo. Il tour più lungo parte dalla fermata Piscinola/Scampia della Linea 1 della metropolitana dove si incontra “Felimetrò”, una stazione arricchita dalle opere di Felice Pignataro, l’artista del “Gridas”, come si chiama la sua associazione ancora in lotta per la sopravvivenza, che ha dato colore ai muri con i suoi murales e i gioia agli abitanti con le sue iniziative di animazione anche quando di Scampia non si interessava proprio nessuno.

Il viaggio prosegue a bordo ci una navetta e la seconda fermata sarà quella delle Vele, diventate simbolo del degrado di Scampia. Eppure quei palazzoni erano nati per essere un trampolino sul futuro: progettate dell’architetto Franz Di Salvo che si ispirò alle strutture di Kenzo Tange furono occupate subito dopo il terremoto dell’Ottanta e, alcuni casi, trasformate in piazze di spaccio. Una storia da conoscere, anche perché da giugno, come ha ricordato il primo cittadino, dovrebbero essere abbattuti tre dei superstiti casermoni.

Il trip prosegue verso l’Officina delle culture Gelsomina Verde. Gelsomina fu torturata e uccisa nel novembre del 2004 dal clan Di Lauro nel corso della prima faida di Scampia: i killer volevano costringerla a rivelare dove si trovasse il suo ex fidanzato, Gennaro Notturno, passato dalla parte dei rivali, i cosiddetti Scissionisti. La struttura che adesso prende il suo nome ospitava una scuola: quando questa fu dismessa, nel 2005, diventò rifugio per i tossicodipendenti che andavano a cercare l’estasi del buco. “Quando abbiamo voluto recuperarla – dice  Ciro Corona – abbiamo raccolto 45 bidoni di siringhe usate e dodici camion di spazzatura”. Oggi l’officina ospita dodici diverse realtà: dalle associazioni sportive a quelle teatrali, da un piccolo polo artigianale a una casa famiglia che sarà inaugurata la prossima settimana.  I viaggiatori  potranno conoscere l’esperienza e la storia dell’associazione (R)esistenza Anticamorra e ascoltare la testimonianza di un familiare delle vittime innocenti di camorra.

La quarta tappa  punta al Centro Sociale Gridas nato per iniziativa di Felice Pignataro.  Alle 13.30 pausa pranzo al Chikù, un ristorante di gastronomia multiculturale, dove si può assaporare la cucina italo-romani  e ammirare, dalle terrazze del ristorante, la villa comunale del quartiere con più verde di Napoli. Il tour si conclude con una finestra aperta sullo sport.  Alternativamente si incontreranno due realtà: la palestra Star Judo Club del maestro Gianni Maddaloni e la scuola calcio, Arci Scampia, del mister Antonio Piccolo. I trip si terranno tutti i giovedì e i venerdì e l’ultimo sabato del mese, se sarà raggiunta la quota minima di quattro partecipanti.   È possibile anche optare per una versione più breve . Tutte le informazioni si trovano sul sito http://www.scampiatriptour.it. 
Giovedì 16 Marzo 2017, 10:00
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