Daniela De Crescenzo

Nisida, con il Fai alla scoperta dell'isola che non c'è

di Daniela De Crescenzo
Nisida così vicina, così lontana, canta Edoardo Bennato. E anche per i napoletani l'isola che non c'è resta un miraggio: la puoi sognare stando con le spalle all'Italsider o la puoi guardare dal mare, se hai la fortuna di avere una barca e di arrivare al largo di Porto Paone. Poi basta: l'isola, infatti, ospita il carcere minorile. Da tempo si progetta i togliere ai giovani in difficoltà anche questo tesoro, ma per ora il progetto è sempre naufragato anche per l'opposizione ferma di chi ha amministrato la giustizia minorile. Per molti ragazzi dei vari Bronx italiani la detenzione è l'unica possibilità di incontrare un brandello di bellezza e rubare anche questa opportunità a chi ne ha sempre avute poche, è finora sembrato esagerato. Ma giurare sul futuro sembra azzardato.

Il parco intorno all'istituto di pena, però, è periodicamente aperto al pubblico grazie alle visite guidate organizzate da una serie di associazioni. La prossima imperdibile occasione per scoprire i tesori di Nisida la offre il Fai che nelle giornate di primavera, il 24 e il 25 marzo organizzerà mille visite guidate facendo scendere in campo 7.500 volontari e 35.000 apprendisti ciceroni (informazioni all’indirizzo web (http://www.napolidavivere.it/2017/03/20/giornate-di-primavera-del-fai-2017-a-napoli/).  Uno dei quattrocento siti aperti nel primo week-end di primavera sarà proprio “l’isola che non c’è”: gli iscritti al Fondo ambiente italiano (le tessere si potranno fare anche sul posto) potranno visitare il parco letterario con la guida dei ciceroni Fai, ma anche di chi lo conosce meglio, i giovani detenuti. Tappa dopo tappa, passando per il luogo dove nel 1945 gli inglesi fucilarono il generale Nicola Bellomo, per le carceri dove fu detenuto Carlo Poerio, per i resti del castello di Giovanni Piccolomini, poi Duca d’Amalfi, si arriva fino allo splendore di porto Paone. Un viaggio nella storia e nei tesori della natura reso possibile anche dall’impegno del direttore Gianluca Guida e dei tanti giovani che nel corso degli anni si sono alternati nell’istituto e hanno risistemato i viali rimuovendo erbacce e calcinacci, creando i canali di scolo, risistemando la vegetazione.
 
Ma la scoperta di Nisida è anche l’incontro con tutti quelli che l’hanno cantata: da Omero (Nisida sarebbe l’isola di Polifemo)  a Stazio, Plinio, Cicerone, Seneca, per arrivare a Cervantes, Dumas, Matilde Serao, fino a Yes Bonnefoy che ai ragazzi del carcere ha regalato una preziosa poesia. Senza dimenticare Eduardo che con l’istituto coltivò un legame profondo.Suggestioni che sono state raccolte nel progetto del parco letterario nato grazie al progetto elaborato qualche anno fa dall’insegnante di lettere della scuola dell’istituto di pena Maria Franco (qualche giorno fa premiata come una delle cinque migliori docenti italiane) che ha incominciato, con i giovani ospiti dell’Istituto, a raccogliere le opere  che erano state ispirate da questa piccola Isola. L’idea era quella di recuperare non solo l’enorme patrimonio naturalistico, ma anche quello storico e letterario che ruota intorno a Nisida. E per otto anni nel carcere si sono alternati scrittori e giornalisti che con i ragazzi hanno scritto racconti poi raccolti in otto volumi. L’ultimo è stato presentato il 20 marzo. Nel corso delle visite saranno letti anche alcuni brani tratti dai libri. Ma molto resta da fare: l’dea è di rendere non solo fruibili i percorsi, ma anche di prevedere “una serie di luoghi ove raccogliersi in lettura. I testi saranno disponibili in loco su stampa, cartelloni, e si spera nel prossimo futuro  anche su web. Quelli su web possono essere costantemente tenuti aggiornati e non saranno soggetti all'usura della carta”. Intanto il progetto grafico è stato messo a punto grazie a uno studio del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Luigi Vanvitelli  della Seconda Università di Napoli.
 
Sabato e domenica le visite si susseguiranno dalle 9.30 alle 16, 30. 
Mercoledì 22 Marzo 2017, 10:06
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