Torrente killer, il monito del ministro Costa: «Turisti in infradito, si faccia chiarezza»

di Valentino Di Giacomo

«Queste morti sono dovute a dabbenaggine e sciatteria o a una tragica fatalità? Esiste un sistema per gestire episodi di questo genere o si è fatto tutto sulla scia dell'improvvisazione?». Sono le domande che in queste ore si pone il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, volato in Calabria subito dopo la tragedia nel Parco del Pollino. Una giornata che Costa ha trascorso incontrando tutte le autorità del posto, ma anche i familiari delle vittime e i superstiti recuperati dai Vigili del fuoco.

Ha avuto modo di comprendere come sia stata possibile questa sciagura?
«Non voglio accusare nessuno, è stato aperto un fascicolo penale su questa vicenda e aspetterò l'esito delle indagini. Ho già avuto un rapido scambio di battute con il procuratore Eugenio Facciolla che autonomamente farà le sue indagini. Ma soprattutto ho chiesto al prefetto di Cosenza, Paola Galeone, di fornirmi entro 48 ore un quadro riepilogativo non solo di chi ha fatto cosa, ma di chi doveva fare cosa».
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Mercoledì 22 Agosto 2018, 08:00
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