Elezioni regionali in Calabria,
Fratelli d'Italia mina il centrodestra

Lunedì 19 Luglio 2021 di Luigi Roano
Elezioni regionali in Calabria, Fratelli d'Italia mina il centrodestra

Perennemente in bilico tra quello che potrebbe diventare e quello che è: una capitale del sud sciupata dalla noncuranza dei politici e da una classe dirigente che stenta a emergere. La Calabria è in bilico anche per le regionali di autunno. La sostanza è che i candidati alle Regione - dopo la prematura morte di Jole Santelli (Fi) - sia sul fronte del centrodestra e soprattutto nel centrosinistra, sono così fluidi e transeunti che durano spesso il battito d'ali di una farfalla.

L'ultimo cataclisma scuote il centrodestra che sembrava una delle rare certezze di Calabria. In campo con il candidato Roberto Occhiuto, capogruppo di Fi alla Camera, rischia il mancato appoggio di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che minacciano di scendere in campo con un loro candidato. La Meloni - si sa - che in questa fase si è cucita il ruolo di scalatrice solitaria del centrodestra, ambisce alla leadership e il derby con Matteo Salvini è tosto e si gioca su tutti i campi possibili. Ma su Occhiuto davvero sembrava che il centrodestra avesse trovato le fondamenta per essere unito. Sembrava andare tutto liscio. Una coalizione di centrodestra compatta fino all'inverosimile, una vera e propria macchina da guerra elettorale, una candidatura favorita dalle ripetute torsioni del centrosinistra alla ricerca di un concorrente individuato da pochi giorni in Amalia Bruni. Invece le nomine alla Rai hanno fatto saltare il banco. Basta sentire uno dei big di Fdi - l'europarlamentare Carlo Fidanza - che a Sky confida: «Nel momento in cui la logica salta, noi potremmo ambiare ad esprimere un candidato» racconta. Che sembra già stato individuato in Wanda Ferro, deputata catanzarese. Uno strappo quello di FdI che arriva dopo la mancata conferma nel cda della Rai di Giampolo Rossi meloniano doc. Sono stati proprio gli alleati del centrodestra per FdI a depennare dal board della Rai Rossi. «O le regole di buon senso valgono sempre, anche per il cda Rai o non valgono più - conclude Fidanza - oggi spetta a chi ha provocato questo vulnus risolvere». Tema caldissimo che impegna il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida: «Il principio della riconferma degli uscenti non esiste più per scelta dei nostri alleati. L'unica valutazione che resta è quella dei migliori candidati possibili da offrire agli elettori per il governo delle loro città». L'allusione alla Ferro sembra chiara. Da Fi prova a smussare i toni Licia Renzulli: «Un'assurdità. Non immagino una patriota come Giorgia Meloni fare un così grave danno ai cittadini». 

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Se Atene piange Sparta non ride. Nel campo del centrosinistra la bagarre è anche oltre i livelli del centrodestra e individuare un candidato è stato ed è ancora faticosissimo. In principio doveva essere Mario Oliverio, già in passo governatore della Calabria. Poi Nicola Irto saltato perchè divisivo rispetto a una possibile alleanza con il M5S che a all'epoca erano divisi. Con i pentastellati che puntavano su Nicola Morra presidente della commissione parlamentare antimafia. E guardavano con attenzione a Luigi de Magistris, il sindaco di Napoli, che potrebbe approfittare di questa confusione nella sua corsa alla Regione Calabria. Quindi i dem avevano convinto l'imprenditrice Maria Ventura che poi ha fatto il passo indietro perchè colpita da un avviso di garanzia: «Vicende che non mi riguardano personalmente, ma possano dare adito a strumentalizzazioni che nulla avrebbero a che fare con il merito della campagna elettorale» dice la Ventura sul suo ritiro. Oggi è la scienziata Amalia Bruni la candidata unitaria di Pd e M5S. La ricercatrice, direttrice del Centro regionale di neurogenetica a Lamezia Terme che lo scorso febbraio 2020 aveva rischiato di chiudere per mancanza di fondi, è famosa in tutto il mondo per essere stata tra le prime a scoprire il gene più diffuso dell'Alzheimer. Nella sua carriera ha collaborato anche con Rita Levi Montalcini. Questa sarebbe la prima esperienza politica. Sembra aver convinto anche i renziani di Iv che hanno ritirato il loro candidato il senatore Ernesto Magorno. «Non saremo noi l'alibi del centrosinistra che non sta costruendo un progetto per la Calabria, ma pensa solo alla divisione dei posti in consiglio regionale» spiega Ettore Rosato il presidente di Iv. Quindi de Magistris che rosicchia consensi di qui e di la, ha incassato persino l'appoggio di Angela Napoli storica esponente del centrodestra. Un mondo pieno di giravolte come quelle di Carlo Tansi il geologo che aveva fatto il passo indietro per appoggiare proprio de Magistris, col quale poi ha rotto i ponti. E che oggi con candore dice «di appoggiare la candidata Bruni, è quello che serve a noi calabresi». Una riffa per un posto in Paradiso la corsa alla Regione Calabria più che una competizione politica. 

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