Ndrangheta, 24 arresti: c'è anche l'ex deputato Galati

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L'ex deputato Giuseppe Galati è stato arrestato e posto ai domiciliari nell'ambito di un'operazione contro la 'ndrangheta condotta dalla Guardia di finanza. Insieme a Galati nell'operazione, denominata «Quinta bolgia», sono state arrestate altre 23 persone. Galati, 57 anni, è stato deputato per 5 legislature con Ccd, Udc, Forza Italia, Pdl, Scelta civica e Ala. E' stato anche brevemente sottosegretario all'Istruzione nel 2011 nell'ultimo governo di Silvio Berlusconi. Alle ultime elezioni del 2018 si è candidato con Noi con l'Italia, il partito di Raffaele Fitto, ma non è stato eletto.

 
 


Le 24 ordinanze di custodia, di cui 12 in carcere e 12 agli arresti domiciliari, sono state eseguite dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro, coordinati e diretti dalla procura della Repubblica - Dda di Catanzaro, con la collaborazione dello Scico di Roma. 

È stato eseguito anche un sequestro di beni per dieci milioni di euro nell'operazione contro la 'ndrangheta. Alle ultime elezioni politiche del marzo scorso Galati si era candidato al Senato con la lista «Noi con l'Italia», ma non era stato eletto.

Galati nel 2016 era rimasto coinvolto in un'altra inchiesta sulla 'ndrangheta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. In quel caso la Procura distrettuale aveva chiesto l'arresto di Galati, all'epoca in carica, per corruzione aggravata dalle modalità mafiose, ma il gip non l'accolse perché non ritenne sussistesse un quadro indiziario grave. La posizione di Galati, a conclusione dell'inchiesta, denominata Alchemia, fu poi archiviata dal gup di Reggio Calabria su richiesta della stessa Procura.

L'ex parlamentare, in qualità di presidente della fondazione Calabresi nel mondo, ente in house della regione Calabria sottoposto a procedura di liquidazione, è attualmente indagato in un procedimento avviato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Secondo l'accusa Galati avrebbe assunto un considerevole numero di collaboratori a soli «fini clientelari» come ha scritto il gip in un provvedimento di sequestro di beni per un valore di oltre 140 mila euro, «per mantenere ed incrementare il proprio bacino elettorale» simulando il loro impiego nella struttura operativa interna, la cui nomina era affidata alla scelta fiduciaria del presidente, ma impiegandoli in realtà in progetti finanziati con fondi comunitari.
 


 
Lunedì 12 Novembre 2018, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 12-11-2018 19:56
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1 di 1 commenti presenti
2018-11-12 19:28:13
Che esempio di onestá e onorevole civiltá.> mancano solo PCI PSDU,Verdi, PLI,lega dei popoli e avrebbe fatto il giro del parlamento andata e ritorno. Mó invece, se si trova un magistrato pulito, lo manda in galera.

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