CORONAVIRUS

Morra protesta per il mancato vaccino
ai suoceri a Cosenza, l'Asp: «Noi aggrediti»

Lunedì 22 Marzo 2021
Cosenza, Morra protesta contro i dirigenti sanitari per il mancato vaccino ai suoceri. L'Asp calabrese: «Ci ha aggrediti»

Blitz sabato mattina del presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra negli uffici del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza. Il senatore calabrese era accompagnato da una scorta di agenti che hanno anche chiesto i documenti ad alcuni dei dirigenti in servizio. Morra si sarebbe lamentato della gestione e impossibilità di prenotare un vaccino. In sostanza avrebbe protestato per l'inefficienza della campagna vaccinale anti Covid e avrebbe contattato anche il viceministro Pierpaolo Sileri, il commissario calabrese alla sanità Guido Longo e  il commissario dell’Azienda Sanitaria in questione Vincenzo La Regina.

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Un caso che sta facendo discutere gli esponenti politici di tutto l'arco costituzionale. Un deputato dello stesso partito di Morra, il Movimento 5 stelle, Giorgio Trizzino, annuncia anche un'interpellanza al Guardasigilli Marta Cartabia e parla di atteggiamento arrogante da parte di Morra. 

«A proposito del comportamento di Nicola Morra - scrive Trizzino su Facebook - La pandemia impone a tutti il dovere di massima cautela sulla tempistica da osservare per la propria vaccinazione e di rispetto del personale sanitario che con grande sacrificio svolge il proprio lavoro. Fino ad oggi 341 medici hanno perso la vita a causa del Covid e tanti altri ne sono stati gravemente colpiti. Tutta la categoria del personale sanitario va tutelata anche a livello normativo dal rischio di essere caricata di responsabilità che prescindono da loro colpe e per questo motivo ho predisposto una interpellanza urgente al Ministro della Giustizia. Nessuno ed ancor meno chi ricopre cariche pubbliche, come il senatore Morra, può permettersi di usare nei loro confronti atteggiamenti intimidatori o arroganti. Né può addossare a medici ed infermieri i ritardi ed incapacità della classe politica in primo luogo. Classe politica che appare purtroppo spesso inadeguata ad adottare misure che assicurino ai soggetti più fragili vaccinazioni prioritarie ed agevoli. Se le regioni rivendicano la propria competenza in materia di organizzazione dei servizi vaccinali dimostrino immediatamente di essere all’altezza di tale compito. O i loro vertici politici traggano le dovute conseguenze della propria inadeguatezza».

 

Il racconto del dirigente sanitario calabrese 

«Morra si è presentato sabato mattina mentre eravamo in piena attività, stavamo organizzando e pianificando l'attività di vaccinazione per questa settimana. E entrando e si è messo a urlare. Diceva "Questo numero non funziona", noi gli spiegavamo che non era più attivo per le prenotazioni, ma era tutto inutile. Poi ha chiamato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri e il commissario ad acta della sanità calabrese, Guido Longo, con i quali non credo abbia fatto una gran bella figura. Loro, i grillini, dovevano affossare il sistema, ma non ho mai visto uno della Prima Repubblica venire da noi comportandosi in quella maniera. Ma urlava non per un fatto di servizio pubblico, che riguardava i cittadini, ma perché i suoi parenti non erano stati chiamati. Dunque, per un fatto suo personale. Sta di fatto che alla fine ho avuto un malore. Lo querelerò per abuso di potere e forse anche interruzione di pubblico servizio». A dirlo all'AdnKronos è il dottor Mario Marino direttore Igiene pubblica Direttore dipartimento di prevenzione dell'Asp di Cosenza, raccontando l'incursione del senatore del M5S, Nicola Morra.

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Il presidente della commissione Antimafia avrebbe definito i dirigenti sanitari cosentini «incapaci» di gestire la somministrazione dei vaccini.

«È stato del tutto inutile spiegargli che ormai da quattro giorni per le vaccinazioni è partita la piattaforma informatica regionale - spiega Marino all'AdnKronos -, ha continuato a urlare. Questo è sicuramente abuso di potere, ma credo che querelerò Morra anche per interruzione di pubblico servizio, perché la sua "visita" ha interrotto il nostro lavoro. In quel momento, quando lui è arrivato nella centrale operativa, c'erano sei medici che lavoravano sui tamponi, le visite domiciliari relative al coronavirus, quelle nelle Rsa e molto altro, poi c'erano altri due operatori che stavano stilando gli elenchi per le vaccinazioni da fare in questa settimana e altri due che si occupavano del contact tracing, e infine c'ero io con altri due medici, impegnati nella pianificazione della settimana. Morra è entrando, si è messo a strillare, bloccando l'attività».

Poi Marino sottolinea: «Davvero non so perché l'ha fatto, cui prodest? Forse per via dei suoi due parenti, sicuramente indiretti perché parenti della moglie, che non erano stati vaccinati? L'ha probabilmente interpretata come lesa maestà, ma quei due parenti non erano neanche prenotati, perché chiamavano al numero sbagliato. Fra l'altro, i suoi due uomini della scorta mi hanno chiesto anche i documenti. Ma stavo forse commettendo un reato? Ripeto, non so perché l'ha fatto, ma so che anche a dicembre fece una piazzata contro l'Asp e contro l'Usca. Anche allora fece un casino, proprio come sabato da noi».

Quanto alla possibilità di non querelare Morra nel caso in cui il senatore del M5S dovesse scusarsi, Marino sempre all'Adnkronos replica: «Non credo proprio che un tipo come lui chiederà scusa». Infine, Marino conclude: «Nella provincia di Cosenza abbiamo una rete vaccinale realizzata in meno di un mese e formata da 68 centri vaccinali anti Covid, alcuni meravigliosi. Nella città di Cosenza, per i vaccini abbiamo una palestra con sei box, un'altra in periferia, poi l'ospedale militare. Abbiamo fatto un buon lavoro. Purtroppo, com'è noto, il problema è la carenza dei vaccini, e Morra dovrebbe saperlo, essendo una persona di spicco di questa maggioranza e presidente della Commissione Antimafia. È da un anno che lavoriamo sotto pressione, dalle sei di mattina fino alle 11 di sera, alla fine il fisico ne risente. Io mi sono beccato crisi ipertensive ravvicinate, sono sotto terapia, ho uno stato ansioso e domani devo andare dallo psichiatra. Ho bisogno di curarmi. E poi mi devo sentire criticare da Morra? Per quale motivo? Non è così che fa un uomo di Stato. A causa di quello che è accaduto sabato ho avuto un malore, mi hanno riscontrato la pressione alta, 170 su 100. Sono stato malissimo, il dottore mi ha visitato e voleva ricoverami. Perché subire tutto questo?».

La versione di Morra

Il presidente dell'Antimafia Morra ha realizzato un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. 

«Sabato mattina, 20 marzo, mi sono recato presso l’azienda sanitaria provinciale (ASP) di Cosenza in viale degli Alimena per fare un controllo, esattamente come ho fatto ad ottobre scorso sempre nei locali di Serra Spiga ed anche 7 giorni addietro quando ho incontrato il Commissario dell’ASP di Cosenza per offrire la mia disponibilità nel sostenere l’azione vaccinale - scrive su Facebook -  Ho dovuto prendere atto che le modalità di prenotazione non sono efficaci soprattutto per chi, magari anziano, non ha dimestichezza con internet ed i siti-web. Riguardo alle polemiche: mi farebbe piacere che mi si spiegasse come avrei perorato la causa dei miei suoceri o dei miei genitori. Purtroppo sia i miei genitori che mio suocero sono venuti a mancare tempo fa. Mentre mia suocera si è già vaccinata circa quindici giorni fa poiché rientrante per ragioni anagrafiche nelle categorie a rischio.

Successivamente mi sono recato nei locali dell’ASP di Serra Spiga (Cosenza) ed ho incontrato il Dott. Mario Marino responsabile della centrale operativa territoriale, e l’ho messo telefonicamente in contatto con il Sottosegretario Pierpaolo Sileri, con il Dott. Giuseppe Longo Commissario alla sanità per la regione Calabria e con il Dott. Vincenzo La Regina Commissario dell’ASP cosentina al fine di migliorare il servizio prenotazione e tutto quanto riguardi la somministrazione vaccinale in Calabria. Questa ispezione è avvenuta a seguito di segnalazioni di cittadini che mi chiedevano d’intervenire vista la scarsità di vaccini ricevuti dai calabresi e, quindi, anche in provincia di Cosenza.

Non vedo nulla di strano se il Presidente della Commissione parlamentare antimafia, parlamentare eletto in Calabria, si interessa ed interviene per cercare di aiutare il sistema delle vaccinazioni che in Calabria fa acqua da tutte le parti -lo dicono i numeri-. Nonostante ad oggi la macchina di somministrazione del vaccino funzioni poco e male, questi scarsi risultati non hanno in alcun modo scalfito le retribuzioni dei dirigenti che dovrebbero garantirci ben altri numeri per le vaccinazioni e ben altri livelli d’assistenza sanitaria in un'azienda sanitaria provinciale con circa 1 MLD di debiti! L’ispezione eseguita sabato è una prerogativa di un parlamentare e penso sia dovere di qualunque rappresentante delle Istituzioni provvedere affinché il diritto alla salute venga rispettato anche in Calabria, anche in provincia di Cosenza».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA