Agguato al fedelissimo del capo
della «banda del Litorale Domitio»

Giovedì 11 Novembre 2021 di Mary Liguori
Agguato al fedelissimo del capo della «banda del Litorale Domitio»

Continuano a soffiare venti di guerra sul Litorale Domitio dove negli ultimi sei giorni si sono registrati un accoltellamento, un raid a colpi di pistola e un rogo doloso di auto. Ma andiamo con ordine a quello che appare come l’episodio più grave, in chiave simbolica, che si è verificato a Pinetamare dove, due sere fa, C.C., pregiudicato nullafacente di 51 anni, è stato accoltellato a pochi passi da casa, in via Pistoia. L’uomo, soccorso, ha riferito in ospedale, alla Clinica Pinetagrande, di essere stato aggredito da un uomo col volto travisato in motocicletta. Il fendente lo ha raggiunto a una coscia. Al momento, C.C. è ancora ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Secondo quanto emerso, il 51enne è uno dei principali sodali di «mister X» l’uomo che, dopo aver perso un parente per ragioni collegate alla droga, ha armato una banda che sta seminando il panico sul Litorale. Bersaglio «preferito» della gang, pusher di strada e titolari di piazze di spaccio occultate dietro esercizi commerciali. Da luglio le stese e i pestaggi sono all’ordine del giorno. Mister X avrebbe investito nel suo folle progetto criminale un premio assicurativo di un milione e mezzo ottenuto proprio dalla morte del suo familiare e con quel denaro avrebbe assoldato giovanissimi gregari sia nigeriani che italiani, ragazzi poco più che maggiorenni del posto e provenienti dall’hinterland napoletano. Dopo una serie di rappresaglie, dunque, qualcuno avrebbe reagito alle provocazioni della nuova banda tendendo un agguato a colui che secondo fonti di strada è il soggetto più vicino all’aspirante boss. C.C., raggiunto dalla coltellata alla coscia sinistra, ha riferito ai carabinieri di non essere in grado di riconoscere il suo aggressore e di non avere idea alcuna del perché qualcuno abbia tentato di ammazzarlo. Un passato da spacciatore, anche ad Arzano, è di recente incappato in un un’indagine su intestazioni fittizie di auto: era titolare di oltre trecento veicoli.

Tra gli investimenti di mister X c’è anche una agenzia di noleggio auto ad Afragola, intestata a un piccolo truffatore che fino a qualche tempo fa era molto vicino all’aspirante boss e che, proprio con lui, ad ottobre, ha messo in essere una clamorosa azione al parco Fontana Blue di Castel Volturno: i due tennero l’intera area residenziale sotto scacco per una ventina di minuti chiudendone gli accessi; cercavano qualcuno, ma non lo trovarono e l’episodio, seppur gravissimo, si concluse senza violenza. E proprio le auto a noleggio sono state prese di mira nella notte tra domenica e lunedì quando, in zona Pescopagano, in via Brunelleschi sono state incendiate tre automobili di cui due appartenenti ad agenzie «rent a car», una con sede a San Nicola la Strada, l’altra a Teano. Per spegnere il rogo sono intervenuti i vigili del fuoco, sul posto anche i carabinieri. Al momento non è chiaro se le macchine siano state incendiate per un’azione intimidatoria collegata ai business contesi tra i vari gruppi che operano sul territorio del Litorale o se ci siano altri motivi disconnessi dalle turbolenze criminali che stanno agitando il Litorale Domitio.

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Non è mancata, negli ultimi giorni, anche un’azione intimidatoria a colpi di pistola. È accaduto il 4 novembre a Pinetamare, in via Siracusa, dove un’auto parcheggiata nel giardino di casa di E.C., spacciatrice di professione, è stata bersagliata di colpi. Parabrezza in frantumi, la vettura, una Panda grigia, risulta intestata al genero della donna, un pregiudicato originario di Arzano attualmente detenuto. Nel corso del raid, un proiettile ha raggiunto accidentalmente anche l’auto di un vicino di casa della donna, parcheggiata a poca distanza. Sette giorni prima, sempre fuori casa di E.C., qualcuno ha esploso dei colpi di pistola di piccolo calibro e ha sfasciato con una spranga una Mercedes Classe A parcheggiata davanti casa della donna e intestata a una ragazza di vent’anni, probabilmente sua «cliente». Sia il 4 novembre che per il raid del 30 ottobre sono intervenuti i carabinieri che stanno lavorando senza sosta per fermare l’escalation di violenza che si è scatenata a Castel Volturno e che sembra non voler cessare.
 

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