Alberi, scempio senza fine:
foglie e rami secchi abbandonati

di Franco Tontoli

Dai danni delle giornate ventose di fine febbraio ai recenti interventi massicci di potatura, il verde pubblico cittadino esibisce traumi e ferite e la conferma che spesso i rimedi sono peggiori del male che dovrebbero curare. Il verde a Caserta, tavolo aperto da alcune settimane, a discutere gli agronomi, gli ambientalisti, l'amministrazione civica, a sentirne le tesi hanno tutti ragione e quando questo accade la questione è difficile da risolvere.

Il vento aveva abbattuto alberi e sfrondato viali e l'amministrazione comunale dispone interventi a tutela dei cittadini e delle proprie responsabilità. Si interviene con mano pesante e l'esempio più evidente è il viale Beneduce, via rami e chiome dagli altissimi eucalipti, il panorama oggi è da «day after», tronchi con braccia scheletrite al cielo, sull'aiuola spartitraffico, per quanto è lunga, tutto un deposito di potature e sfalciature a seccare, una cicca di sigaretta e andrà tutto arrosto. Lavori da fare, ma proprio così? Gli agronomi: lavori da fare, magari con più oculatezza. Gli ambientalisti: niente potature e giammai abbattimenti vedi i pini all'innesto di parco Aranci con la strada variante e quelli di piazza Aldo Moro adiacente il corso Trieste , il verde va salvaguardato anche se malandato in salute. Continueranno le polemiche, resta ciò che è stato fatto male. Come al viale Beneduce caratterizzato da filari di eucalipti, tronchi robusti ma rami debolucci, appesantiti da fogliame se ne cadevano al primo soffiar del vento.
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Lunedì 18 Marzo 2019, 12:00
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